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Rovereto, Vallagarina, Vallarsa

Albareto

lunghezza 18,0 km
dislivello 560 metri
pendenza media [?]7%
tratto asfaltato 15,5 km
tratto sterrato 3,5 km
difficoltà *
bellezza **
Da Rovereto andare in direzione Porte di Trambileno (da cui è possibile andare alla Campana dei Caduti). Continuare sempre dritti fino ad arrivare ad Albaredo dopo 6 chilometri.
Prima di entrare in paese girare a destra in direzione M.Zugna. Al primo tornate parte la strada forestale in discesa che porta a Costa Violina dopo circa 4 chilometri. Da qui scendere a Rovereto.

Bosco della città

lunghezza 18,0 km
dislivello 381 metri
tratto asfaltato 13,5 km
tratto sterrato 4,5 km
difficoltà **
bellezza **
Da Rovereto prendere la Vallarsa in direzione San Colombano. 300 metri prima dell'Eremo (all'altezza del ristorante "alla Genovesa") seguire la strada per Noriglio. Arrivati al centro del paese seguire per Zaffoni; successivamente seguire per Saltaria e girare a sinistra per Toldi. Scollinare e scendere fino a giungere ad un bivio: salire a destra verso il bosco della città. Al bosco seguire il (ben segnato) percorso della salute (4,5 km di sali-scendi su sentiero). Terminato il percorso scendere in direzione Rovereto dalla strada che passa sotto il bar ristorante "Tre Roveri".

Ca’ bianca

lunghezza 14,0 km
dislivello tratto asfaltato 14,0 km
tratto sterrato 0 km
difficoltà *
bellezza **
Da Rovereto andare in direzione Vallarsa (in direzione Schio - Vicenza). Subito dopo la prima galleria girare a sinistra e proseguire sempre dritto. Ad un certo punto si raggiunge il bivio per San Nicolò: prendere la strada a destra in discesca e risalire dall'altro verso della stretta valle arrivando così a Ca' Bianca.
In fondo al paese sulla sinistra parte una strada forestale, elemento centrale di un altro itinerario.
Continuare sempre dritto in direzione di Rovereto.

Castel Corno

lunghezza 23,5 km
dislivello 654 metri
tratto asfaltato 23,0 km
tratto sterrato 0,5 km
difficoltà **
bellezza **
Da Rovereto andare in direzione Isera e proseguire sempre dritto. Raggiunto il bivio Lenzima-Patone prendere la strata a destra fino ad arrivare alla piazza del paese. Fare il giro alla scuola verso i giardini e proseguire sempre dritto mantenendo le strade di destra. Ad un certo punto si arriva ad un bivio: non prendere la strada in direzione Agustel, ma prendere la strada di sinistra. Subito sulla destra vi è un ripido sentiero cementato che porta, dopo 500 metri, a Castel Corno.

Cimana e val d’Argot

lunghezza 44,5 km
dislivello 1100 metri
tratto asfaltato 29,5 km
tratto sterrato 15,0 km
difficoltà ****
bellezza ****
Da Rovereto dirigersi a nord sulla pista ciclabile. Superare l'uscita di Volano e, arrivati al primo ponte sulla sinistra prenderlo e giungere così a Nomi.
Dirigersi verso il centro del paese e, arrivati alla chiesa, prendere la strada alla sua destra e percorrerla. La strada è asfaltata e molto ripida (con punte del 20%). Percorrerla fino al km 12. A questo punto si arriva ad un bivio: sulla destra prosegue la strada asfaltata; prendere quella sterrata sulla sinistra. Proseguire sempre dritto fino a Servis. In alternativa si potrebbe proseguire dritti al bivio ed arrivare sempre a Servis.
Fino a qui il giro è quello di Servis.
Proseguire verso monte per Cimana sulla strada in parte asfaltata ed in parte sterrata (indicazione 6 km a Cimana). Sempre sulla strada principale per 5,5 km fino ad arrivare ad un bivio con cartello per Albi e Lago di Cei. Prendere la strada indicata sulla destra e scendere al Lago di Cei. Andare in direzione Castellano: 100 metri sotto la chiesa girare a sinistra e prendere il sentiero Patone for bike: è un sentiero molto stretto e dal fondo non semplice che attraversa la Val d'Agort fino ad arrivare a Patone. Da qui scendere per Isera e tornare a Rovereto.

Giazzera

lunghezza 28,5 km
dislivello 885 metri
tratto asfaltato 22,5 km
tratto sterrato 6,0 km
difficoltà **
bellezza **
Da Rovereto andare in direzione Vallarsa (in direzione Schio - Vicenza). Girare a sinistra in direzione Trambileno e proseguire fino al sesto tornante per girare a sinistra verso Ca' Bianca. Appena entrati in paese, al settimo chilometro, parte sulla destra una strada forestale (con un sbarra).
Qui inizia uno sterrato tutto in salita per 4,5 chilometri. Lo sterrato non è particolarmente difficile, se non per i grossi sassi di cui è composto e la pendenza rilevante.
Finita la strada forestale ci si immette sulla strada che collega Giazzera con Pozza: girare a sinistra in direzione di Giazzera e continuare per 5 km su strada asfaltata fino ad arrivare al paese.
Il ritorno avviene per la stessa strada fino ad arrivare a Pozza. Dal paese è possibile scendere a Moscheri, oltre che dalla strada principale, anche da una breve, ma molto pendente, strada forestale, che si consiglia di prendere.
Al termine della strada forestale si giunge alla chiesetta della Madonna delle Salette. Da qui dirigersi in direzione di Rovereto.

Giro del col Santo

lunghezza 53,5 km
dislivello 1.800 metri
tratto asfaltato 30,5 km
tratto sterrato 23,0 km
difficoltà ***
bellezza ****
Da Rovereto andare in direzione Vallarsa (in direzione Schio - Vicenza). Girare a sinistra in direzione Trambileno e proseguire fino al sesto tornante per girare a sinistra verso Ca' Bianca. Appena entrati in paese, al settimo chilometro, parte sulla destra una strada forestale (con un sbarra).
Qui inizia uno sterrato tutto in salita per 4,5 chilometri. Lo sterrato non è particolarmente difficile, se non per i grossi sassi di cui è composto e la pendenza rilevante.
Finita la strada forestale ci si immette sulla strada che collega Giazzera con Pozza: girare a sinistra in direzione di Giazzera e continuare per 4 km su strada asfaltata fino ad arrivare al primo bivio. Girare a destra in direzione Malga Valli e proseguire fino a raggiungerla (19 km a 1.515 metri slm).
Qui è sicuramente possibile trovare posto per mangiare.
Proseguire per la strada sterrata (non girare a destra subito dopo la malga) e seguire le facili e ben visibili indicazioni fino al rifugio V. Lancia (1.825 metri slm). Continuare per la strada sterrata fino a portarsi in località Giazzera per poi proseguire per Pozza ed infine giungere a Rovereto.

Madrera

lunghezza 44,0 km
dislivello 600 metri
pendenza media 10%
tratto asfaltato 44,0 km
tratto sterrato 0,0 km
difficoltà **
bellezza ***
Da Rovereto prendere la ciclabile in direzione sud fino ad arrivara a Chizzola di Ala. Entrare in paese e prendere la prima strada sulla sinistra dopo la chiesa in direzione Altopiano di Brentonico.
Da qui salire (13%) per 2,5 km fino ad arrivare la primo abitato e girare a sinistra in direzione Saccone.
Arrivati a Saccone prendere a destra verso Prada e successivamente continuare in veloci sali e scendi fino ad arrivare a Brentonico. Da qui scendere a Rovereto per facile discesa asfaltata.
Giunti a Mori portarsi in direzione di Rovereto.

Malga Somator

lunghezza 36,5 km
dislivello 1.150 metri
tratto asfaltato 33,0 km
tratto sterrato 3,5 km
difficoltà ***
bellezza ***
Da Rovereto andare in direzione Isera e proseguire sempre dritto. Raggiunto il bivio Lenzima-Patone prendere la strata a destra fino ad arrivare alla piazza del paese. Fare il giro alla scuola verso i giardini e proseguire sempre dritto mantenendo le strade di destra. Ad un certo punto si arriva ad un bivio: prendere la strada a destra in direzione Agustel e salire per quasi 3 km su strada asfaltata molto ripida (fino al 23%) per poi continuare per 3 km su strada sterrata. Arrivati alla fine della strada sterrata ci si congiunge con la strada asfaltata che collega Malga Somator con Passo Bordale. Girare a sinistra per Malga Somator (a 5 minuti di distanza). Per la discesa portarsi a Passo Bordale e poi in direzione Castellano, Villa Lagarina ed infine Rovereto.

Moietto (da Volano)

lunghezza 32,0 km
dislivello 735 metri
pendenza media 10%
tratto asfaltato 32,0 km
tratto sterrato 0 km
difficoltà ***
bellezza ***
Da Rovereto dirigersi verso la pista ciclabile in direzione di Trento. Avanzare per circa 6 chilemtri ed uscire dalla pista ciclabile verso Volano. Andare in direzione nord verso la zona industriale ed al chilometro 9,5 girare verso monte in direzione di Moietto. Qui inizia la salita.
Proseguire sempre sulla strada principale per tutta la salita, di circa 7,5 chilometri, fino a "fonta fredda". Qui prendere la strada a destra verso Moietto, mentre a sinistra la strada continua sul Finonchio.
Ad un chilometro c'è un prato sulla sinistra molto esposto al sole del pomeriggio.
Da questo punto comincia la discesa verso Rovereto, attraverso l'abitato di Noriglio. Lungo la strada esistono numerosi sentieri alternativi per la discesa.

Moietto (da Zaffoni)

lunghezza 26 km
dislivello 798 metri
pendenza media 8%
pendenza massima 25%
tratto asfaltato 26 km
tratto sterrato 0,0 km
difficoltà **
bellezza **
Da Rovereto prendere la strada in direzione del Bosco della Città e successivamente in direzione Toldi. Arrivati all'abitato scendere in direzione Saltaria e girare a destra per Zaffoni. Scendere in direzione Noriglio e prendere la prima strada a sinistra in notevole salita (20%) fino a giungere (1,2 km dopo) sulla strada in direzione di Moietto. Continuare a salire fino a Moietto. Da qui scendere verso Noriglio e successivamente verso Rovereto.

Monte Creino con discesa a Nago

lunghezza 54,0 km
dislivello 1.400 metri
tratto asfaltato 30,0 km
tratto sterrato 24 km
difficoltà ***
bellezza ***
Da Rovereto andare in direzione Isera e proseguire sempre dritto. Raggiunto il bivio Lenzima-Patone prendere la strata a destra fino ad arrivare alla piazza del paese. Fare il giro alla scuola verso i giardini e proseguire sempre dritto mantenendo le strade di destra. Ad un certo punto si arriva ad un bivio: prendere la strada a destra in direzione Agustel e salire per quasi 4 km su strada asfaltata molto ripida (fino al 23%) per poi continuare per 2 km su strada sterrata.
Arrivati alla fine della strada sterrata ci si congiunge con la strada asfaltata che collega Malga Somator (a 2 minuti sulla sinistra) con Passo Bordale. Girare a destra e raggiungere Passo Bordala. Attraversata la strada prendere la carrareccia che gira attorno al monte dietro l'albergo del Passo. Seguire le indicazioni per il percorso mountain bike B (segnato con il colore blu). Arrivati a Santa Barbara seguire lo stesso percorso in veloce discesa attorno al Monte Creino e seguire le indicazioni per Nago. Scendere per la veloce mulattiera fino ad arrivare al cartello "sbarra a 150 metri": a questo punto prendere la prima strada a sinistra in saluta per 100 metri.
Scendere fino a portarsi alla strada provinciale e prenderla in salita fino a Nago. Da qui tornare in ciclabile verso Rovereto.

Monte Creino con discesa a Pannone

lunghezza 57,5 km
dislivello 1.520 metri
tratto asfaltato 47,0 km
tratto sterrato 10,5 km
difficoltà ***
bellezza ***
Da Rovereto andare in direzione Isera e proseguire sempre dritto. Raggiunto il bivio Lenzima-Patone prendere la strata a destra fino ad arrivare alla piazza del paese. Fare il giro alla scuola verso i giardini e proseguire sempre dritto mantenendo le strade di destra. Ad un certo punto si arriva ad un bivio: prendere la strada a destra in direzione Agustel e salire per quasi 4 km su strada asfaltata molto ripida (fino al 23%) per poi continuare per 2 km su strada sterrata.
Arrivati alla fine della strada sterrata ci si congiunge con la strada asfaltata che collega Malga Somator (a 2 minuti sulla sinistra) con Passo Bordale. Girare a destra e raggiungere Passo Bordala. Attraversata la strada prendere la carrareccia che gira attorno al monte dietro l'albergo del Passo. Seguire le indicazioni per il percorso mountain bike B (segnato con il colore blu). Arrivati a Santa Barbara seguire lo stesso percorso in veloce discesa attorno al Monte Creino. Fermarsi ad ammirare il panorama sul Lago di Garda prima di giungere a Pannone. Da qui scendere per strata provinciale fino a Loppio e quindi rientrare a Rovereto per ciclabile (13km).

Monte Faè

lunghezza 43,0 km
dislivello 900 metri
tratto asfaltato 40,5 km
tratto sterrato 2,5 km
difficoltà ***
bellezza ***
Da Rovereto andare in direzione Villalagarina. Salire dal centro del paese verso Pedersano attraverso località Molini. Giunti all'incrocio con la strada provinciale per Pedersano girare a sinistra in direzione Noarna. Arrivare al paese e seguire le indicazioni per Pattone. Dal paese prendere la strada in direzione Castel Corno e, successivamente, Lenzima. Per arrivare fino a qui si potrebbero seguire le indicazioni relative all'itinerario Castel Corno.
Invece che tornare in direzione Rovereto continuare a salire per altri 2 km fino a scollinare a Monte Faé. Di qui scendere per la strada provinciale. Poco sotto girare a destra su ripida strada in direzione Corniano. Dopo circa un chilometro prendere la strada sterrata sulla sinistra (direzione segnalata Pannone). Seguire le indicazioni relative a percorso mountain bike C fino a giungere a Pannone.
Di qui scendere per la val di Gresta fino a Loppio e quindi a sinistra fino a Rovereto.

Finonchio

lunghezza 50,0 km
dislivello 1410 metri
tratto asfaltato 40 km
tratto sterrato 10 km
difficoltà ****
bellezza ***
Da Rovereto dirigersi verso il Moietto seguendo l'omonimo giro, ovvero salendo da località Noriglio. Una volta a Moietto portarsi in località Fontana Fredda a circa 2 km e da lì salire in direzione Finonchio.
Da qui salire in direzione colonia e successivamente Monte Finonchio. Continuare sempre sulla strada principale fino alla fine dell'asfalto. Arrivati alla tagliafuoco proseguire sempre dritti in direzione Rifugio Filzi.
Per il ritorno scendere in direzione di Serrada (strada ben segnalata nei pressi del Rifugio) per la comoda strada forestale fino ad arrivare nel mezzo del paese. Da qui scendere in direzione di Rovereto.

Pian del Levro

lunghezza 31,5 km
dislivello 760 metri
tratto asfaltato 23,5 km
tratto sterrato 8,0 km
difficoltà **
bellezza ***
Da Rovereto andare in direzione Vallarsa (in direzione Schio - Vicenza). Girare a sinistra in direzione Trambileno e proseguire fino al sesto tornante per girare a sinistra verso Ca' Bianca. Appena entrati in paese, al settimo chilometro, parte sulla destra una strada forestale (con un sbarra).
Qui inizia uno sterrato tutto in salita per 4,5 chilometri. Lo sterrato non è particolarmente difficile, se non per i grossi sassi di cui è composto e la pendenza rilevante.
Finita la strada forestale ci si immette sulla strada che collega Giazzera con Pozza: girare a destra in direzione di Pozza. Al bivio con il paese girare a sinistra e scendere per la strada in direzione di Vanza e successivamente salire verso Pozzacchio. Entrati al paese percorrerlo ed uscire attraverso larga strada bianca sulla via del ritorno.
Andare nuovamente in direzione di Pozza. Dal paese è possibile scendere a Moscheri, oltre che dalla strada principale, anche da una breve, ma molto pendente, strada forestale, che si consiglia di prendere.
Al termine della strada forestale si giunge alla chiesetta della Madonna delle Salette. Da qui dirigersi in direzione di Rovereto.

Pozza

lunghezza 22,0 km
dislivello 510 metri
tratto asfaltato 16 km
tratto sterrato 6 km
difficoltà **
bellezza ***
Da Rovereto andare in direzione Vallarsa (in direzione Schio - Vicenza). Girare a sinistra in direzione Trambileno e proseguire fino al sesto tornante per girare a sinistra verso Ca' Bianca. Appena entrati in paese, al settimo chilometro, parte sulla destra una strada forestale (con un sbarra).
Qui inizia uno sterrato tutto in salita per 4,5 chilometri. Lo sterrato non è particolarmente difficile, se non per i grossi sassi di cui è composto e la pendenza rilevante.
Finita la strada forestale ci si immette sulla strada che collega Giazzera con Pozza: girare a destra in direzione di Pozza. Dal paese è possibile scendere a Moscheri, oltre che dalla strada principale, anche da una breve, ma molto pendente, strada forestale, che si consiglia di prendere.
Al termine della strada forestale si giunge alla chiesetta della Madonna delle Salette. Da qui dirigersi in direzione di Rovereto.

Servis

lunghezza 25,0 km
dislivello 458 metri
tratto asfaltato 22,0 km
tratto sterrato 3,0 km
difficoltà **
bellezza ***
Da Rovereto dirigersi a nord sulla pista ciclabile. Superare l'uscita di Volano e, arrivati al primo ponte sulla sinistra prenderlo e giungere così a Nomi.
Dirigersi verso il centro del paese e, arrivati alla chiesa, prendere la strada alla sua destra e percorrerla. La strada è asfaltata e molto ripida (con punte del 20%). Percorrerla fino al km 11. A questo punto si arriva ad un bivio: sulla destra prosegue la strada asfaltata; prendere quella sterrata sulla sinistra. Proseguire sempre dritto fino a Servis. Da qui scendere a Savignano, Pomarolo ed infine tornare a Rovereto.

Vallarsa 1

lunghezza 42,0 km
dislivello 840 metri
tratto asfaltato 37,0 km
tratto sterrato 5 km
difficoltà **
bellezza **
Da Rovereto andare in direzione Vallarsa (in direzione Schio - Vicenza). Proseguire sempre sulla strada principale per 18 chilometri in costa alla montagna. Al paese di Anghebeni girare a destra e scendere a valle per risalire al paese di S.Anna. Da questo paese salire fino al primo bivio, a cui girare a destra in direzione di Rovereto.
Proseguire salendo fino a Matassone e, sempre continuando sulla strada principale, scendere ad Albaredo. All'uscita dal paese girare subito a sinistra in direzione M.Zugna e fermarsi al primo tornante. Qui comincia una strada forestale in discesa che arriva fino a Costa Violina. Da qui scendere a Rovereto passando nei pressi dell'Ossario di Castel Dante.

Viote Bondone

lunghezza 100,5 km
dislivello 1.750 metri
tratto asfaltato 99%
tratto sterrato 1%
difficoltà ****
bellezza ****
Da Rovereto prendere la pisca ciclabile in direzione Lago di Garda. Arrivati a Nago portarsi verso Arco e successivamente verso Dro. Da qui comincia la salita in direzione Drena e successivamente Cavedine. Superato Cavedine, girare a destra prima di entrare a Lasino in direzione Monte Bondone.
Arrivati al primo tornante si può ammirare sulla sinistra il castello dei principi Madruzzo. Da qui la strada sale costante fino a Lagolo (934 metri slm) e successivamente alle Viote.
Dal ristorante prendere la strada provinciale in discesa verso Garniga e Aldeno; portarsi verso Nomi sulla strada provinciale e poi verso Rovereto sulla ciclabile.

Giro di Brentonico

Itinerario non difficile.
Da Brentonico si raggiunge la vicina frazione di Fontechel da cui su asfalto si raggiungono i piccoli abitati di Prada e Saccone. Oltre Saccone la strada è sterrata e porta verso la Val dei Berti quindi a Malga Cestarelli (attraverso le località Marezi Camboni e Dorro Rotondo).
Dalla malga si entra alla Polsa da dove, lungo uno sterrato agevole, si può salire sino alla Malghe Pravecchio di Sopra e le Colme di Provecchio: ora è discesa verso il Passo di San Valentino.
Attraversato un campeggio nei pressi di un hotel nei pressi del Passo si può imboccare il sentiero della Strenta che in breve riporterà alla base, Brentonico.

Alta Vallarsa

Da Camposilvano si sale su asfalto sino al Passo Campogrosso (1450 metri), otto chilometri di salita per quattrocento metri di dislivello, da cui si scende, ai piedi del Monte Carega (cima di 2.259), ad Obra lungo una forestale. Giunti ad Obra, km 19, si scende ulteriormente sino a Bruni, 650 metri km 23, da cui si risale ai 1000 metri di Camposilvano.
Questo itinerario si svolge nell'Alta Vallarsa e, sfiorando le rive del Lago di Speccheri, attraversa due volte il torrente Leno per offrire panorami sulla valle e sulle cime da ogni prospettiva.

Passi alpini, su asfalto

Due sono i Passi da percorrere partendo dalle località della Vallarsa: Pian delle Fugazze e Passo di Campogrosso.
Sono passi situati a quote non eccessive, 1450 e 1160, ma raggiungibili con salite di diversa difficoltà.
Dai settecento metri di Vallarsa si sale lungo la statale 46 per una decina prima di valicare il Passo Pian delle Fugazze: pendenze fino al 14% nei primi chilometri, appena prima del lago, ma in seguito la strada si fa più pedalabile (pendenze massime intorno all'8-9%).
Il Passo Campogrosso è meno impegnativo: si valica infatti salendo per circa otto chilometri da Camposilvano e superando un dislivello di quattrocento metri.

Strada degli eroi

Trenta chilometri vivaci e ricchi di spunti interessanti per questo itinerario attorno al Pasubio. Dal Passo Pian delle Fugazze (metri 1162) si scende per cinquecento metri verso Schio prima di svoltare a sinistra ed incominciare la salita, sterrata, al Rifugio Generale Papa (metri 1929, km 11.4). La salita, "Strada degli Eroi", è costante su uno sterrato abbastanza compatto, intervallato da tratti in asfalto in corrispondenza dei tornanti. Negli ultimi chilometri si transita attraverso alcune gallerie di guerra prima di arrivare al Rifugio, presso le "Porte del Pasubio". La zona è detta "sacra" ed è monumento nazionale: sono visibili resti e lapidi per i Caduti delle battaglie tenutesi su questi versanti nel corso della Prima Guerra Mondiale. La discesa avviene lungo la Strada degli Scarobbi, anch'essa su sterrato compatto. Tra ampi panorami, ritornando su asfalto, si giunge al Passo Xomo (metri 1050, km 21.8) dove si prosegue in discesa, poco pendente, per il Ponte Verde (metri 901, km 27.3). E' il momento degli ultimi chilometri di salita per rientrare al Passo Pian delle Fugazze (km 30.4): si pedala dominati dall'Ossario del Pasubio, sulla sinistra.

Giro del Lancia

Un percorso molto impegnativo, attorno ai monti Pazul e Col Santo, che sale da Giazzera (metri 1100) alle malghe Valli, Fratom, Campobiso ed al rifugio Lancia, metri 1825, raggiunto dopo 14 km di ascesa e due di lieve discesa.
L'itinerario circolare si conclude con una ripida discesa a Giazzera attraverso malga Cheserle. Questa discesa misura otto chilometri.

Monte Zugna

Sulla sinistra orografica del torrente Leno, si snoda questo itinerario di quaranta chilometri che concentra le difficoltà nella prima ascesa che porta al Monte Zugna, metri 1864, in otto chilometri di dura ascesa.
Si scende da Obra per due chilometri per poi salire con ripide pendenze da quota 900 a quota 1864 in otto chilometri. Dalla vetta del monte Zugna ci si lancia in una lunga discesa fino ad Albaredo, paese dal quale si fa ritorno a Obra attraverso la strada secondaria della Valle (15 km in saliscendi, con strappo finale).
La maggior parte della strade sono asfaltate.

Bocca d’Ardole

Ventisei chilometri con un piccolo dislivello, soli 250 metri, attorno a Polsa e San Giacomo.
Da San Giacomo si raggiunge, tramite la Strada Provinciale, il Passo di San Valentino da dove si inizia a salire lungo una strada sterrata (da imboccare piegando a sinistra in prossimità dell'albergo).
In meno di cinque chilometri si supera il disivello che eleva dai 1312 metri del Passo sino al bivio del Corno della Paura.
Giunti in prossimità di una stele militare si svolta a sinistra scendendo verso le Malghe di Pravecchio e poi Polsa.
Da Polsa, a valle degli impianti di risalita, si sale per uno sterrato militare verso la Malga Vignola e poi, sulla strada del Corno della Paura a Bocca d'Ardole.
Da qui - bivio e stele militare - si percorre un tratto della salita iniziale scendendo a Posternom (metri 1501) dove si piega a destra per scendere a Malga Costa Pelà dove si raggiunge il punto di partenza.
Un buon tratto del percorso percorre il sentiero E5 detto "della Pace".

Sano Bordino Festa

Da Mori si percorre (dir. Riva del Garda) la statale 240 del Lago di Garda seguendola sino alla deviazione per Sano.
Raggiunto questo caratteristico villaggio si prende lo sterrato che conduce a Bordina dove, con un po' di attenzione, ci si orienta per raggiungere la strada Brentegana che percorre tutto il versante Nord del Monte Altissimo di Nago.
La strada, in direzione Brentonico, porta a Piani di Festa oltre i quali, attraversata una radura, si arriva al Dosso di Raviom e poi a Brentonico.
Successivamente si passa per Castione e poi, su asfalto, Besagno. Attraversato il paese (a destra al primo incrocio, vicino a scuole elementari) si segue la strada che porta a Tierno di Mori sfiorando Castel Palt.
In breve si rientra a Mori.

Bocca di Navene – Bocca delle Scalette

Solo quindici chilometri ma ben 550 metri di dislivello per questo giro "delle Bocche".
Dal Passo San Valentino si scende lungo la SP 3 (ex Graziani) verso il Monte Altissimo. Dopo circa 3.5 km uno sterrato scende in semipiano a sinistra, a valle di Malga Canalece.
Dopo un altro chilometro, nel fondo di una valle a circa 1450 metri di quota, si raggiunge Malga Tolghe (metri 1450) da cui una comoda stradicciola porta in scioltezza a Bocca di Navene (metri 1425).
A questo punto si può:
- proseguire in comodità verso Malga Pra Alpesina (SP 3);
- superare il bar ristorante e scendere a sinistra verso Malga Zocchi Bassi (o di Sotto) ed infine risalire verso malga Pra Alpesina (metri 1470).
Da Pra Alpesina una comoda forestale porta alla Bocca delle Scalette (metri 1330 - tratto chiuso alle auto) da dove scende un ripido sentiero per un immissario del laghetto di Ponte della Stua.
Attraversato il ponticello e preso in salita il sentiero sulla sinistra orografica del torrente si raggiungono Pianaz di Malga Pianeti e poi il villaggio ed il Passo San Valentino, attraverso la strada di Carlo V.

Giro delle Malghe

Ventisette chilometri tra i rilievi e le piccole valli del Baldo settentrionale.
Si parte da Villa Arvedi (zona Madonna della Neve nel comune di Avio, metri 1060) prendendo lo sterrato che scende a sinistra della stessa.
Si segue a questo punto la chiara segnaletica dell'itinerario Giro delle Malghe del Comune di Avio (che in sè misurerebbe 23 km): la differenza con tale itinerario sta nella discesa dal Passo del Cerbiolo verso Rifugio Novezzina (metri 1232) per poi tornare in Trentino dal Cavallo di Novezza (metri 1433). In questo punto si può abbandonare la strada ex Graziani per percorrere un tratto della storica Carlo V fino a Malga Artilone (metri 1538).
Alla fontana di Malga Pra Alpesina si prende a destra la Provinciale 230 che si ricongiunge, in località Camp de Fò, alla comunale in discesa verso la Madonna della Neve.
Il giro propone salite frequenti ma brevi ed è considerato una delle più belle escursioni al Monte Baldo: dislivello totale di metri 540 metri con quota massima raggiunta di 1538 metri slm.

Corno della Paura

Un percorso di ventisette chilometri con un dislivello totale di 1400 metri e base fissata ad Avio.
Partendo dalla Pieve di Avio si giunge lungo la SP 208 al Lago di Pra da Stua e successivamente all'albergo San Valentino, a metri 1312 (impegnativo il tortuoso tratto centrale).
Qui si prende a destra (una sorta di tornante) lungo una salita, ora sterrata, che in poco più di quattro chilometri porta ai piedi del Corno della Paura (cima raggiungibile a piedi in cinque minuti).
Si prosegue diritto superando una piccola gola e giungendo infine alla Bocca d'Ardole, lungo una affascinante strada militare che, voluta dal genio militare per la difesa della linea del Baldo durante la guerra del '15-'18, porta a sfiorare diversi punti di interesse storico.
Ad Ardole un cartello segna l'imbocco del ripido ma ben tenuto sentiero che porta al Castello di Sabbionara d'Avio dove su asfalto si rientra alla Pieve, punto di partenza.

Bocca del Creer

Da Brentonico si sale per la strada asfaltata che porta ai piani di Festa dove, nei pressi di un ristorante, inizia sulla sinistra una strada sterrata che porta in San Giacomo.
Prima di questa località, vicino a Malga Mortigola, parte una strada che ben presto diventerà un duro sentiero che obbligherà il biker a scendere dalla bici e spingere il mezzo.
Raggiunta Malga Pesna si può proseguire, ancora in salita in direzione sud, verso il Rifugio Graziani e poi, passando dalla Bocca del Creer, a Malga Bes aggirando l'Altopiano di Corna Piana.
Da questo punto le indicazioni guidano sino al rientro a Brentonico attraverso San Valentino e San Giacomo.

Rifugio Damiano Chiesa all’Altissimo

L'itinerario proposto si può considerare come un percorso per conoscere tutta la zona dell'Altopiano di Brentonico (o Valle della Sorna): si transita per i pascoli ancora coltivati e curati dagli allevatori della zona, attraverso i fitti boschi di conifere e latifoglie, nei pressi delle malghe dove ancora oggi si compiono gli antichi gesti che portano alla produzione di latticini ed altri prodotti tipici.
In più, l'itinerario è estremamente panoramico e regala colpi d'occhio unici sull'Altopiano e sul Lago di Garda. Si parte dal centro di Brentonico (metri 694) e si pedala in direzione di San Valentino - San Giacomo. La salita si fa presto aspra (su asfalto) ed in dieci chilometri conduce a San Valentino (metri 1314) dove la sede stradale si restringe e la salita regala qualche attimo di tregua, proseguendo su pendenze meno proibitive.
I panorami sono già molto ampi: voltando lo sguardo si ammirano i centri dell'Altopiano e più in basso la Vallagarina, a sinistra il Lago di Pra della Stua (bacino artificiale) ed i fitti boschi quasi intatti, diritto la catena del Monte Baldo. Al km 16.5 si giunge al Rifugio Graziani (metri 1620) dove incomincia il tratto sterrato di 4.3 km per il rifugio Damiano Chiesa, nei pressi della cima del Monte Altissimo di Nago. Ottimi i panorami, con scorci sul Lago di Garda (km 20.8). Il tracciato è pedalabile in molti punti, ma in qualche caso può essere necessario "spingere". In discesa è invece necessario mantenere sempre la massima concentrazione per evitare che la ghiaia e le pietre possano diventare insidiose.
Tornati al Rifugio Graziani (km 25.1) si svolta a destra: in rapida discesa si giunge alla Bocca di Navene. Il seguito del tracciato, sino ad una malga nei pressi del bivio per Avio, è piuttosto in saliscendi. Giunti al bivio citato si svolta a sinistra per Avio, direzione da seguire, in velocissima discesa, sino al km 39 quando si svolta a sinistra verso San Valentino, risalendo prima i boschi nei pressi del Lago di Pra della Stua e poi i pascoli di San Valentino.
Giunti a San Valentino si scende a Brentonico lungo l'itinerario di salita.
In totale i chilometri percorsi sono 53.5, con un dislivello di 1400 metri per raggiungere il Rifugio Damiano Chiesa ed altri 3-400 metri di dislivello per salire a San Valentino dal bivio di Pra della Stua.

Besenello - Castel Beseno

Dalla ciclabile che segue il corso del fiume Adige, si esce al bivio Besenello, superato il ponte della ferrovia si attraversa la S.S.12 per imboccare via Degasperi dopo la chiesa di S.Agata si continua lungo via Roma.
Passata la fontana di Masera, a sinistra lungo via Manzoni si attraversa l'abitato di Sottocastello quindi ancora a sinistra si prosegue dalla strada dei "Voi", che costeggiando la montagna porta alla S.S.350 di Folgaria.
Percorrendo quest'ultima in direzione di Folgaria, alla seconda curva sulla sinistra si imbocca il "sentiero del Gnac" (il sentiero è segnato; arrivati al capitello del Crocifisso, girando a destra dopo 200 metri si arriva a mso Trapp, quindi si svolta verso sinistra percorrendo la strada che sale in mezzo al vigneto. Al parcheggio prima dell'abitato di Compet si scende lungo un ripido sentiero fino al posteggio di Dietrobeseno; arrivati sulla S.S.350 si scende in direzione di Calliano, fino alla casa del Dazio, imboccando a destra la strada sterrata che porta al Castello. Per rientrare si segue la strada asfaltata che porta a Besenello. dalla piazza del paese, a destra, si imbocca via Scanuppia, al capitello di S.Giovanni Nepomuceno (Gotardi) si gira a sinistra e si prosegue fina alla seconda strada a sinistra, di qui si scende fino a via Degasperi e quindi alla ciclabile. Questo giro in mountain bike presenta alcune difficoltà specie nel risalire il sentiero del Gnac e in seguito nella discesa da Compet a Dietrobeseno. L'itinerario porta a conoscere il paese con le sue frazioni, il castello e passa per le vie più antiche e caratteristiche dell'abitato di Besenello. permettendo di vedfere le numerose chiesette, i capitelli e le fontane più caratteristiche.

Calliano - Compet – Val di Gola – Masi val di Gola

Breve escursione che da Calliano sale a Dietrobeseno, sfiora Castel Beseno e conduce in un ambiente raccolto, selvaggio e panoramico. la salita della Val di Gola è assai dura, pertanto richiede un pò di resistenza e di allenamento. Si risalgono i primi due chilometri della statale per Folgariae, alla casa gialla del Dazio (prima di Dietrobeseno), si devia a sinistra sul breve tratto di strada bianca che raggiunge il grande maniero di Castel Beseno.
Raggiunto Maso Trapp si piega a destra verso i vigneti su strada nuovamente asfaltata e, in un chilometro, si guadagna la frazione Compet.
Dopo le ultime case si rasentano dei piccoli vigneti e si sale con tratto assai erto fino ad affacciarsi sull'orrido solco del Rio Gola. Un attimo di respiro per osservare l'aperto ambiente dell'incisa valle: in alto a sinistra si può notare il tozzo rilievo roccioso dello Spizom ai cui piedi si intravede il Maso Gola di Sopra: il crinale elevato che corona la valle è quello delle tre cime di Folgaria; mentre i masi adagiati a mezza valle su un pianoro prativo sono i Masi Val Gola di Sotto, che ci apprestiamo a raggiungere.
la salita ai masi non è lunga, ma risulta però erta e di un certo impegno fisico. Brevi tratti piani si alternano a dure rampe, sulle quali tocca smettere di pedalare per spingere a piedi.
Si raggiunge finalmente un capitello e qui si devia subito in basso a destra, per giungere al Maso Val di Gola di Sotto. Ritornati sulla carrareccia di Val di Gola, si può tentare di procedere al Maso Val di Sopra; non resta che seguire la via principale, assai ripida, e al primo bivio girare a destra. Si transita presso una sorgente e con un ultimo strappo si guadagna la panoramica, ripida prateria che ospita la speruto maso.
Per al discesa, si ripercorre a ritroso tutta la Val di Gola e scesi velocemente a Maso Trapp si devia a destra per 200 metri fino al capitello per imboccare a sinistra la romantica e piacevole stradina del Gnac che riporta sulla statale in prossimità del tornante.

Da Besenello a Rovereto

Da Trento, percorrendo la circonvallazione sud, poco prima dell'abitato di Matterello ci si immette sulla strada statale n. 12 "dell'Abetone e del Brennero". Dopo circa 14 minuti si giunge al bivio per Besenello e di qui è possibile ammirare il poderoso complesso fortificato di Castel Beseno, già ben visibile dalla statale. Dall'abitato una piccola strada porta al parcheggio posto ai piedi del castello e quindi all'interno della grande cinta muraria che circonda la fortezza. Si tratta del più grande castello delle Alpi nord-orientali, fondato nella seconda metà del secolo XII, divenne al principio del Trecento l'avamposto settentrionale del dominio dei Castelbarco.
Già all'inizio del secolo XIV, quando appunto passò ai Castelbarco, il castello di Beseno costituiva un importante complesso fortificato insieme al sottostante Castel Pietra. Vi si arriva percorrendo la statale verso sud per circa 3 chilometri; compare sulla sinistra dopo l'abitato di Calliano, annunciato all'insegna del ristorante aperto nell'edificio ai piedi del castello. Forte complesso a presidio del corso dell'Adige, è visitabile solo con il consenso dei proprietari.
Proseguendo verso sud subito dopo Castel Pietra alla vostra sinistra un occhio attento potrà scorgere l'eremo di Santa Cecilia. Il sentiero parte dal paese di Volano. Qui è d'obbligo fermarsi per apprezzare la chiesa di San Rocco e Santa Maria. Prolungando la sosta si potrà far visita ai capitelli fra mura e viti del paese.
L'itinerario di visita prosegue quindi sino a Rovereto. La città conserva ancora alcuni tratti della cinta muraria fatta edificare da Guglielmo Castelbarco il Grande nei primi anni del Trecento.
Da piazza Rosmini, caratterizzata dalla fontana ottocentesca, per via Orefici si raggiunge a piedi piazza delle Oche, abbellita dalla fontana del Nettuno, e qui si prende via Rialto, in leggera salita, fiancheggiata da palazzi settecenteschi, via Rialto termina davanti alla porta di San Marco , che faceva parte della più ampia cinta muraria edificata dai Veneziani, nel corso del Quattrocento, in parte usufruendo delle mura castronarcensi. Superata piazza San Marco, si deve passare sotto la Torre Civica o dell'Orologio, che era parte della cinta trecentesca, e si entra così in via della Terra; la strada prosegue e sbocca in piazza del Podestà, su cui si affaccia il quattrocentesco palazzo comunale, in alto sulla rupe si può notare la mole del castello. Prima della piazza, a sinistra, via Castelbarco porta all'ingresso del castello, congiungendosi poi, ancora a sinistra, con via delle Fosse. Questa strada è fiancheggiata da un tratto delle mura di Guglielmo, spezzate a metà da una torre coperta, testimoni del borgo murato, la "terra" appunto, che i Castelbarco avevano unito al castello.
Il castello di Rovereto, che sorge lì vicino, fu ricostruito dai Castelbarco fra il Duecento e il Trecento per controllare ed incorporare nella sua cinta di mura il nascente nucleo della città; Rovereto infatti emerge dalla documentazione proprio in quegli anni e nel corso del secolo XIV visse un periodo di rapidissimo sviluppo. Il castello fu quindi rimaneggiato dai Veneziani nel secolo decennio del secolo XV ed acquisì la struttura attuale che fa di esso uno dei migliori esempi di architettura fortificatoria quattrocentesca delle Alpi. Ospita il Museo Storico Italiano della Guerra.
Dal piazzale ai piedi del castello, seguendo le indicazioni per l'Ossario e passando accanto al santuario della Madonna del Monte, si arriva in circa 3 chilometri al sacrario dei caduti di Castel Dante, vicino al quale sorge il muraglione superstite del castello di Lizzana, fondato nel secolo XI.

Da Nomi ad Avio

Il percorso di visita si snoda lungo la strada provinciale n. 90 "Destra Adige" e permette al visitatore di ricostruire idealmente lo sviluppo del dominio della famiglia di Castelbarco che, proprio nel tratto di valle a sud ella chiusa dei Murazzi, pose le basi della propria esperienza signorile.
Si imbocca la strada provinciale n. 90 "Destra Adige" oltrepassando il ponte sull'Adige nei pressi di Ravina, sulla circonvallazione sud di Trento, superato il centro di Aldeno, dopo circa 14 chilometri si arriva a Nomi. Qui, percorrendo la strada che passa nel centro dell'abitato, nella piana a nord della chiesa parrocchiale è possibile osservare il Palazzo Vecchio, residenza fortificata di impianto quattrocentesco; collegati al complesso da robusti muri, sulle pendici della montagna si scorgono i ruderi del castello di Nomi risalenti al secolo XIII.
Proseguendo lungo la strada, dopo il piccolo villaggio di Chiusole, si giunge a Pomarolo e da qui a Savignano. Qui presso la chiesa di San Cristoforo è possibile ammirare uno dei più grandi organi Trentini tuttora in funzione durante le messe solenni. Dall'abitato un sentiero conduce in 20 minuti ai ruderi del castello di Barco, sede dell'omonima famiglia ed eccezionale punto panoramico sull'altra e media Val Lagarina.
In direzione di Savignano, poco lontano si può raggiungere la chiesetta di San Antonio da dove è possibile godere la tranquillità e il panorama di mezza montagna.
Dopo Villalagarina, continuando lungo la provinciale oltre il semaforo, si giunge al bivio per Nogaredo. Dalla piazza centrale del paese, su cui si affaccia la poderosa facciata di casa Candelpergher, girando a destra in via Conti Lodron, si arriva all'ingresso di Palazzo Lodron, notevole residenza fortificata cinquecentesca, la cui visita è possibile in occasione di manifestazioni culturali ed enologiche. Dalla piazza continuando a sinistra, superato l'abitato di Sasso, si arriva a Noarna, oltrepassato il cento, sul lato sinistro della strada, in posizione dominante, si vede il Castelnuovo, con il lungo viale d'accesso, fondato nella seconda metà del secolo XII.
Chiuso al pubblico, è visitabile previo accordo con i proprietari oppure in occasione di mostre enologiche.
Ritornati a valle, la provinciale n. 90 prosegue attraversando i piccoli abitati di Brancolino e Marano; passa a valle di Isera e sbocca in un pianoro tagliato a metà dall'autostrada. Ad Isera è d'obbligo una visita al museo della cartolina S. Nuvola. Unico in Italia potrete trascorrere momenti indimenticabili. Sul dosso al di là del cavalcavia, si scorgono i ruderi. Risalenti al secolo XII, di Castel Pradaglia che forse prese il nome dai prati (nel latino medioevale pradalia), che lo circondavano. Sulla destra, invece, la strada provinciale n. 45 "Isera-Valle San Felice", passando attraverso gli antichi villaggi di Reviano e Folàs, conduce in 4 chilometri a Lenzima. Proseguendo verso Nomesimo si arriva in località Pilom da dove una strada a destra (Piani di Grumel) porta in 20-30 minuti di cammino ai piedi del masso di frana su cui sorgono i ruderi, in parte inaccessibili, di Castel Corno.
Da Isera la strada provinciale n. 90 prosegue passando attraverso i vigneti di Foianeghe e abbassandosi poi per immettersi sulla statale n. 240 "di Loppio e val di Ledro". Si può proseguire fino all'abitato di Mori, dominato dal santuario di Monte Albano, con il grande orologio, vicino al quale sorgono i ruderi del castello di Albano. Svoltando a sinistra all'incrocio con semaforo, si torna sulla provinciale n. 90 (proseguendo invece in direzione di Riva, dopo 3 chilometri e mezzo, si giunge a Loppio: nella chiesa del Santo Nome della Beata Vergine Maria, accanto al palazzo Castelbarco, sono custoditi alcuni preziosi sarcofagi castronarcensi del XIV - XV saecolo).
L'itinerario continua lungo la provinciale senza mai discostarsi di molto dal corso dell'Adige e dopo circa 6 chilometri conduce a Villetta di Chizzola; all'inizio del paese, sulla destra, su può imboccare una mulattiera che in pochi minuti porta ai ruderi del castello inferiore di Chizzola e da qui, 15-30 minuti, a quello del castello superiore, risalenti al secolo XII. Percorrendo altri 11 chilometri si arriva finalmente a Sabbionara. Svoltando a destra si entra nell'abitato e per una ripida strada si arriva al piccolo parcheggio posto ai piedi del castello di Avio. Ottimo esempio di architettura fortificata medievale, venne fondato nel XI-XII secolo e fu ridotto alla forma attuale dai successivi interventi voluti dai Castelbarco tra XIII e XIV secolo.

Monte Pasubio, la strada degli eroi attraverso la “Zona sacra d’Italia”

Tempo di percorrenza: ore 3.30
Difficoltà: itinerario medio
Lunghezza totale: km 35
Dislivello totale: 1330 m
Note: queste zone furono teatro di sanguinosi combattimenti nel corso della Grande Guerra, diventando così una specie di imponente sacrario all’aperto. Interessanti le grandi opere d’ingegneria militare realizzate a presidio del fronte Italia-Austria. Questo itinerario si svolge lungo le strade militare costruite a ridosso della prima linea che durante la Grande Guerra attraversava la zona del Pasubio, teatro di asprissimi combattimenti e per questo ribattezzata “Zona sacra d’Italia”. Anche lungo questo itinerario si osservano molte testimonianze di quei tragici eventi bellici: la Strada degli Eroi, in particolare, era un percorso quasi interamente scavato in galleria per consentire i collegamenti dalle retrovie al fronte del Pasubio al riparo dalle artiglierie austriache.
Si parte da Pian delle Fugazze all’altezza del Monumento Ossario dedicato ai Caduti del Pasubio, scendendo per 3 km fino al bivio di Ponte Verde dove si imbocca una strada sterrata da seguire fino a Colle Xomo. Ancora in salita si arriva a Bocchetta Campiglia (indicazioni) e qui inizia la suggestiva Strada delle Gallerie (sono in tutto 52) da percorere a piedi, con la mtb alla mano, fino alle Porte del Pasubio. Si prosegue invece in discesa verso Malga Campiglia e di qui inizia un’impegnativa salita sulla Strada degli Scarubbi, che rimonta con una successione di tornanti un aspro vallone. Aggirato il costone delle Caneve di Campiglia, un ultimo tratto in salita ci porta a quota 1928 m alle Porte del Pasubio da dove raggiungiamo l’anfiteatro della “Zona sacra del Pasubio”.
Si possono osservare e visitare postazioni, osservatori, gallerie militari, oppure salire a piedi alla Cima Palon da cui si getta lo sguardo sul roccioso e aspro altopiano dove si contrapposero i due eserciti. Dalle Porte del Pasubio raggiungiamo il rifugio Achille Papa che sorge sopra la vecchia sede del Comando italiano; l’ultimo tratto del nostro itinerario ci riporta fino a Pian delle Fugazze in discesa lungo la Strada degli Eroi intagliata nei fianchi rocciosi sopra gli strapiombi (prestare attenzione per alcuni tratti poco protetti) e costellata di tabelle con i nomi dei militari Caduti in episodi eroici che hanno segnato in quella zona il conflitto ‘15/’18.







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