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Garda trentino, valle dei Laghi

Monte Altissimo

lunghezza 53,0 km
dislivello 2.400 metri (di cui 1.700 in funivia)
tratto asfaltato 39 km
tratto sterrato 14 km
difficoltà **
bellezza *****
Da Torbole portarsi in direzione di Malcesine e seguire le indicazioni per la funivia. Il biglietto (compreso il trasporto bici che però viene effettuato quando vi è sufficiente posto in cabina, può pertanto capitare di dover aspettare un po'...) costa 15 euro (agosto 2003).
Arrivati in cima conviene seguire a sinistra verso la malga e continuare verso il punto panoramico (circa 500 metri).
Successivamente scendere fino a portarsi a quota 1.450 metri slm per strada sterrata e successivamente asfaltata. Raggiunta la strada principale salire a sinistra fino a rifugio graziani (1.600 metri slm) e continuare fino a rifugio Damiano Chiesa (cima monte Altissimo - 2.070 metri slm). Da qui scendere per sentiero numero 601 Nago-Torbole. Per i primi 200 metri di dislivello il sentiero è difficilmente praticabile in sella e si consiglia vivamente di portare in spalla la bici. Poi il sentiero diventa praticabile e successivamento ci si immette su stretta e divertente strada asfaltata che ci conduce fino a Nago. Scendere successivamente a Torbole.

Marocche

Percorso lungo, ma non difficile, quello che porta al limite nord della valle del Sarca. Dal ponte di Arco si costeggia a sinistra il fiume partendo sotto l’era rupe del castello.
Nel primo tratto asfaltato che passa per Prabi da notare l’antica chiesetta di sant’ Apollinare e successivamente l’eremo di san Paolo. Dopo il ponte romano di Ceniga (che si lascia sulla destra) il percorso si fa più accidentato ma mai impegnativo, sino ad arrivare alla pista di motocross "Ciclamino" di Pietramurata non senza aver notato sopra di voi la liscia parete di roccia del monte Brento, frequentatissima palestra per gli amanti dell’arrampicata libera e non. Dopo aver superato a strada statale, al centro del paese di Pietramurata, inizia il percorso di ritorno che su sterrati che costeggiano il fiume Sarca dall’altro lato, attraversa il biotopo delle Marocche, deserto pietroso di epoca post-glaciale. Tornati per un brevissimo tratto sull’asfalto e lasciando l’ abitato di Dro sempre dall’altro lato del fiume, ci si inoltra tra le fronde dei pruneti verso Maso Giare e la Moletta, attraversando poi i borghi di San Martino e Massone e giungendo infine al punto di partenza.

Torbole - Dos Casina e monte Corno

Dalla piazza centrale di Torbole subito salita imboccando la vecchia strada per Nago ; al primo tornante si procede dritti per la valletta di S.Lucia che in acciottolato passa ai piedi della rupe su cui dominano i ruderi di Castel Penede. Sempre salendo si incontra sulla d4estra la prima casa dell’abitato di Nago e si svolta per incrociare la strada del Monte Baldo che sempre a destra procede ripida con tornanti verso i pinnacoli di roccia che precedono malga Zures. Qui, fra le tracce evidenti delle postazioni militari della prima guerra mondiale (gallerie e resti di baraccamenti),la strada è per breve tratto pian3eggiante,poi riprende a mordere la salita che non offre pause passando prima da Malga Casina e successivamente ,sulla curva a destra prima di Dos Remit entra a sinistra sullo sterrato di una strada forestale che , aggirando a nord l’altura, scende poi verso la strada brentegana. Dopo l’attraversamento della Val Grande, un sentiero a sinistra scende ripido e con numerosi tornanti verso Malga Rigotti e ancora giù verso Maso Cavril sino ad immettersi sulla strada statale nei pressi di un casolare. Dirigersi a sinistra verso Riva e a metà della salitella che conduce a passo S.Giovanni ancora a sinistra per località "Mala" ; attraversata questa si scende brevemente dopo il campo sportivo e girando a sinistra per una stradina di campagna si rientra tra i vigneti nell’abitato di Nago.

Malga Grassi

Inizio percorso da Riva via Ardaro proseguendo oltre San Giacomo e immettersi nella provinciale n° 37 che porta abbastanza agevolmente a Deva e Pranzo.
Al 2° tornante sopra questo paese deviazione a sinistra per Campi attraversando un bel castagneto. Prima di quest’ultimo borgo la strada si inerpica un po’ e ,passato l’abitato, gira a destra in direzione Malga Grassi ; poco sopra, un buon sentiero conduce alla zona archeologica di San Martino (da visitare) con ruderi di edifici romani. Tornati sulla stessa via sulla strada asfaltata si percorre ancora un buon tratto prima di pascoli di Malga Pranzo attorniati da conifere e faggete e sotto le creste frastagliate delle cime di Pichea. Girare a sinistra all’inizio dei prati per un ristoro alla Capanna Grassi, poi prendere il sentiero la malga omonima che scende sulla destra del torrente Gamella sino al piccolo abitato di "Parisi" ; portarsi poi sulla stradina che passa davanti alla piccola chiesa di San Rocco. Da qui una lunga discesa tra i boschi riporta a Riva del Garda passando per località Pinza, la tonda chiesetta rudere di San Giovanni con splendida vista sul lago e giù ancora tenendo sempre il percorso ora su cemento sino a Santa Maria Maddalena e poi sino ad una dritta strada forestale che risale leggermente verso l’antico bastione di Riva con vista sopra la cittadina. La strada ridiscende con piccoli tornanti asfaltati sulla statale.

Arco - monte Velo

Da piazza Italia a Caneve si procede dritti per il paese di Bolognano attraverso la campagna sino ad intersecare, girando a sinistra, la strada che dopo 50 m entra nell’antico abitato.
Si sbuca poi sulla provinciale del "Monte Velo" che si percorre in salita per circa 50 mt. E in un’ampia curva si imbocca una ripida strada a destra che sale asfaltata per un corto tratto passando alle pendici d dosso Saiano. Si prosegue su sterrato a mezza costa e poco sempre più su il fondo sconnesso rende ancor più impegnativo il percorso verso il monte Brugnolo che lascia un po’ di respiro a quota 870 quando ,girando a sinistra, dopo circa 150 mt. Il tratto diventa quasi pianeggiante. Fra baite e abetaie si incrocia di nuovo la provinciale e ci dirige a destra verso Ronzo-Chienis sino al monumento ai caduti della 2° guerra mondiale, poi, seguendo i segnavia col n° 2 (agli incroci) percorrere il sentiero "Caproni" su un breve e ripido tratto che passa alla quota più alta tra le rocce.La panoramica da questo punto spazia su tutto l’Alto Garda e val bene una sosta ; si prosegue verso Carobbi a sinistra in discesa con quasi 1000 m d dislivello su buon fondo e giunti a quella località procedere verso Troiana, deliziosa conca attorniata da faggete, castagneti e conifere. Ancora discesa poi verso Pianura e prima di Massone un’occhiata alla palestra di roccia sotto le antiche cave di oolite (pietra calcarea usata in antico per fregi ornamentali e nelle costruzioni).

Malga Campo

Dall’ abitato di Caneve, di là del ponte del Sarca di Arco, inizia agevolmente il tragitto che, per San Martino, Massone, Moletta, Maso Giare, percorre una buona parte di pianura tra prati e frutteti, prima di immettersi, nei pressi di Dro, sulla provinciale che conduce allo splendido castello di drena dopo una serie di tornanti panoramici. Superato il maniero(la visita è d’obbligo) si scende a destra dell’abitato e si procede al di là del rio Sallagoni verso maso Michelotti risalendo per circa 400m. Da qui, dopo un tratto di falsopiano, la pendenza si accentua nuovamente e dopo circa 10km in zona boscosa, verdi pascoli precedono l’alpeggio di malga Campo. Dopo questa, un breve tratto piano con panorama di monte Brento e Casale e dolomiti di Brenta. Un’ultima difficile asperità prima di discendere proseguendo dritti dopo il primo tornante. Un bel tratto di piano tra distese prative, poi a destra sul primo incrocio discesa verso Carobbi. Qui, a un bivio fra due case si gira a sinistra per una ripida discesa sterrata giungendo all’incrocio su asfalto che a sinistra porta al borgo antico di Braila, si prosegue sul sentiero scendendo poi a Pianura attorniata da faggi e castagni secolari e poi più in basso, prima di San Martino, Massone e Caneve, la valletta si stringe ,a fianco della parete scuola per free climbing.

S.Giovanni

Partendo sopra il paese di Varignano una salita ripida su asfalto porta alla ridente conca di Padaro, dove un breve piano precede una nuova pendenza minore, ma costante ; l’attraversamento successivo è a località Mandrea e più avanti il panorama spazia a destra sulla valle dei laghi a nord. Dopo le prime case rustiche di San Giovanni si oltrepassa una graziosa chiesetta e subito dopo si vede il rifugio-ristoro della località. Sempre salendo con direzione Prati da Gom - Gorghi la strada diventa sterrata e in località Marcarie gira a sinistra passando alle pendici del monte Biaina con un vasto bosco da un lato e dall’0altro una conca verdeggiante. Dalla località Gorghi a destra si scende per un fiotto bosco e poi a sinistra per una strada forestale che si immette in strada pavimentata sino a località Bondiga. Continuare verso San Pietro -Tenno passando per Treni e tenendo la sinistra risalendo nuovamente per poi giungere tra prati e rustici alla discesa asfaltata che sempre a sinistra porta verso i borghi di Calvola e Canale. Più sotto si interseca la statale n° 421 nuovamente a sinistra e si va su asfalto verso Tenno. Al tornante della Volta di Nò si prende il sentiero che scende tra gli ulivi a Varignano.

Laghel

Partendo da Riva del Garda in via Pernone, si procede fino alla cascata di Varone per iniziare un facile percorso che attraversando gli antichi paesi di Varignano e Vigne, sale leggermente e poi, su piano, tra le splendide olivaie che ornano la conca di Arco ,si congiunge all’impegnativa salitella che conduce alla chiesetta di Maria di Laghel. Da qui, a sinistra, si procede in un passaggio movimentato da boschetti e massi erratici sino alla discesa su sentiero a tratti molto sconnesso che sbuca vicino al ponte romano di Ceniga. Dopo l’attraversamento, si incrocia la strada statale tornando verso Arco fra impianti di susino e attraversando i rustici borghi di San Martino e Massone per terminare un tragitto.

Lago di Tenno

Il piacevole itinerario parte da Riva e raggiunge la cascata del Varone dopo aver imboccato via Pernone e girato in fondo a sinistra sulla statale per Tenno. 50m dopo la spettacolare forra ,una strada scende a destra verso il paese di Varone, piega a sinistra per Ceole e al santuario della Madonna delle Grazie sino all’omonima provinciale. Direzione Varignano e al primo bivio a sinistra con capitello si sale verso la parte superiore del borgo dove una stradina sterrata porta a sinistra su verso l’olivaia e a zig zag raggiunge una curva della statale 421 alla volta di Nò girando poi a destra sempre in salita verso le sorgenti del Novino. Qui la strada piega verso Tenno e raggiunge il paese davanti al bel castello, entra per un breve tratto sulla statale e al centro del primo tornante parte un sentiero acciottolato (a destra dopo l’imbocco) e sale sino alla chiesa di Ville del Monte riportando sulla statale che verso sinistra porta agevolmente verso la zona del lago. Un vasto parcheggio sulla destra precede la breve scalinata che (scendendo a piedi) porta sulle rive di quello che è giustamente considerato uno tra i più bei laghi alpini con acque pulitissime di color turchese cangiante al verde. Tornati al parcheggio, si prende la stradina che aggira sulla destra il dosso denominato "Mattoni" ;alla croce tenere la sinistra e poi scendere leggermente sul sentiero che in fondo a destra porta nel borgo medievale di Canale. Si scende alla strada sotto il paese che va a ricongiungersi con la statale da riprendere per il ritorno. Stupenda discesa panoramica fino a Riva del Garda.

Passo della Rocchetta

L’itinerario parte dal bivio per Pregasina sulla statale della valle di Ledro e percorre il tunnel che sfocia salendo prima del paese ; nell’attraversamento della località , girare a destra e poi subito a sinistra verso la chiesa dopo la quale inizia un tratto sterrato e sassoso. Dopo l’ultima casa procedere verso malga Palaer-Passo Rocchetta sino alle costruzioni del Dosso dei Larici che si lasciano a sinistra e proseguire salendo ancora giungendo poi alle rovine di Malga Paeler ; qui a destra si giunge nei pressi di una baita e si imbocca la strada forestale percorrendola per circa 500 metri, poi, arrivati davanti a un grosso masso, si prende a sinistra non deviando mai nel continuo salire sino al passo della Rocchetta. Una breve sosta permette di ammirare le rupi strapiombanti sul lago blu e il monte Baldo di fronte ; ripartendo procedere in seguito a destra per "Guil" scendendo per circa un km e ancora salendo a destra sino a passo Guil. Dopo questo, un sentiero tra i prati scende a destra a Malga Vil riallargandosi poi verso la verde conca di Leano. Mantenersi sempre sul sentiero sino a congiungersi con la ripida strada che scende a re, dove, attraversando il ponte del torrente Ponale, si riprende per tornare sulla statale a Biacesa e verso Riva.

Da Vezzano a Calavino nel parco glaciologico di Vezzano

Tempo di percorrenza: ore 1
Difficoltà: itinerario facile
Lunghezza totale: km 3,5
Dislivello totale: 230 m
Note: Un’escursione didattica per conoscere i fenomeni geologici chiamati Marmitte dei Giganti ed ammirare le Marocche della Valle del Sarca.
Il Parco Glaciale di Vezzano, sulle pendici della montagna che digradano verso la Valle dei Laghi, è dedicato allo scienziato naturalista abate Antonio Stoppani, che per primo si occupò dello studio dei fenomeni glaciali in questa zona, segnalando e descrivendo loro effetti e caratteristiche morfologiche. Il Parco si estende sulle falde occidentali del Monte Castion dove si osservano, molto evidenti, le tracce delle azioni erosive e di deposito verificatesi durante l’ultima grande glaciazione: rocce lisciate, rocce striate, rocce montonate, depositi morenici. Il percorso è proposto sia agli escursionisti che ai bikers; naturalmente i punti di interesse naturalistico ambientale ed i vari pozzi glaciali lungo il percorso si possono visitare solo a muovendosi piedi.
Il percorso prende avvio a sud del paese di Vezzano e nei pressi del campo da tennis collega la prima serie di 6 “pozzi glaciali” o “marmitte dei giganti” con la tipica forma circolare e le pareti levigate dall’azione di sfregamento dei ciottoli. Sono nell’ordine il Pozzo Lusan, poi i “Covei de Lusan” e proseguendo verso est nel bosco ceduo e di pino nero della località “Bersaglio” ecco il Pozzo di formazione, il Pozzo Fiorenz, il Bus della Maria matta e il Pozzo Stoppani. Si prosegue in direzione sud e dopo una breve salita si raggiunge il Pozzo Ronch, quindi dopo un altro tratto il Pozzo di San Valentino.
Lungo il percorso principale si raggiunge il Bus dei Pojeti: presso questo pozzo si ammira un panorama molto suggestivo sui contrafforti della Paganella e, più a sud, del Monte Casale e delle strapiombanti pareti del Daino e del Brento da cui franarono le “marocche” della valle del Sarca. Sono diverse le ipotesi avanzate sulla origine dei pozzi glaciali: quella più accreditata è di una cascata che convogliava le acque fluviali sciolte dai ghiacciai in un unico posto, qui il battere dell’acqua insieme al materiale pietroso in movimento avrebbe trapanato la roccia e formato il pozzo. Proseguendo si raggiungono i ruderi della chiesetta di San Martino e tornando sui propri passi si può proseguire verso Padergnone, oppure continuare l’escursione fino a Calavino lungo il tracciato dell’antica strada cosiddetta “romana“ per via della selciatura del tutto simile a quella delle antiche strade consolari.

Dal monte Velo sopra Arco in vista del lago di Garda

Tempo di percorrenza: ore 4
Difficoltà: itinerario medio
Lunghezza totale: km 30
Dislivello totale: 1090 m
Note: Il paesaggio offerto da quest’itinerario è quello del Garda, il Lago che incantè anche Gohete che lo magnificò nel suo “Viaggio in Italia” descrivendo questi luoghi come angoli incantati dove fioriscono, fra le montagne, i limoni.
Da Arco si raggiunge Bolognano e quindi la strada provinciale del Monte Velo che si percorre in salita per circa 50 mt: ad un'ampia curva si sceglie la ripida erta che sale asfaltata per un corto tratto le pendici di Dosso Saiano. Si prosegue su sterrato a mezza costa (fondo sconnesso che rende ancor piu' impegnativo il percorso) verso il monte Brugnolo che lascia un po' di respiro a quota 870 metri. Fra baite e abetaie si incrocia di nuovo la provinciale e si pedala verso Ronzo-Chienis, capoluogo della Valle di Gresta, sino al monumento ai Caduti della seconda guerra mondiale. Di qui, seguendo i segnavia "Caproni" per un breve e ripido tratto fra le rocce si arriva ad un punto nel quale la panoramica spazia su tutto l'Alto Garda. Si prosegue verso Carobbi in discesa con quasi 1000 mt. di dislivello su buon fondo, e giunti a quella localita' si punta verso Troiana, deliziosa conca attorniata da faggete, castagneti e conifere. Ancora discesa poi verso Pianaura e prima dell’abitato di Massone merita una sosta alla palestra di roccia ricavata sotto le antiche cave di olite (pietra calcarea usata in antico per fregi ornamentali e nelle costruzioni) per ammirare gli arrampicatori impegnati nelle loro funamboliche scalate.

Dev'hill

Lunghezza: 39 km
Dislivello: 890 m
Difficoltà: ***
Itinerario: Torbole, Busatte, Nago, Pratosaiano, Bolognano, Arco, Padaro, Ponte Romano, Ceniga, Arco, Torbole.
La partenza del tour è da Torbole. In direzione Arco possiamo prendere la facile pista ciclabile asfaltata e piana oppure possiamo pedalare verso il centro di Torbole per poi, una volta giunti all’hotel Centrale, svoltare a sinistra e, passando per il Parco delle Busatte, risalire verso Nago. Alla rotatoria di Nago proseguiamo su una strada sterrata che inizia proprio di fronte ad un ristorante messicano. Qui si apre uno splendido panorama che ci permette di godere di una fantastica vista sul lago di Garda. Contuiniamo sempre in direzione di Arco, ammirando sulla sinistra il profilo del monte Brione e, in basso, il fiume Sarca. La strada sterrata attraversa la zona di Prato a Saiano caratterizzata da innumerevoli piante da frutto. Dopo poco tempo raggiungiamo il centro di Arco in cui si attraversa la porta occidentale delle antiche mura, e quindi la salita. Lasciandoci alla destra la strada che porta verso Laghel, si prosegue dritto verso la “olivaia”. Il nostro sentiero diventa un singletrail che attraversa l’uliveto, al quale si giunge ad una breve salita non particolarmente impegnativa su terreno sterrato. Arrivati all’apice troviamo una discesa piuttosto ripida che ci servirà da rampa di partenza per la salita successiva. Ora ci aspetta un’altra salita con pendenza media del 21% che, anche se non particolarmente lunga, dura poche centinaia di metri, quanto basta per tagliare le gambe. Adesso si prosegue verso la strada che da Varignano ci porta al passo S. Giovanni, pendenza del 14% , e su fino a Padaro. In piena estate su questo tratto fa estremamente caldo e siamo sempre esposti al sole, quindi è consigliabile non percorrerlo nelle ore centrali della giornata. Da Padaro si sale ancora fino a quando arriviamo ad una grande curva a sinistra, dove, sulla destra, inizia il sentiero in salita che doviamo percorrere fino a raggiungere un grande traliccio, segno che indica l’inizio della discesa da downhill. La discesa ci mostra il suo volto più cattivo con tornanti, piccoli salti, rocce per trial e curve larghe come piazzole. Dopo questo tratto relativamente corto, si prosegue verso sinistra, arrivando così alla colina di Laghel. Tenendo la sinistra si pedala ancora un po’ in salita fino a scollinare verso Ceniga. Qui il sentiero da downhill è più lungo ma nel complesso meno impegnativo ad esclusione dell’ultima parte. Arrivati ad un ponte romano svoltiamo sul sentiero che porta ad Arco. L’ultimo tratto ci porta lungo il fiume Sarca sulla ciclabile per il rientro a Torbole.

Riva, Molina, Baita Segala, Pregasina, Riva

Lunghezza: 38km (con salita a passo Nota)
Dislivello: 1540m
Difficoltà: ***
Itinerario: Riva, Pre, Molina di Ledro, passo Bestana, passo Nota, passo Guil, passo Rocchetta, Pregasina, Riva.
Partendo da Riva del Garda si giunge alla salita del Ponale; il sentiero inizia sulla destra della prima galleria in direzione di Limone. Da qui si sale dolcemente godendo il panorama sul lago di Garda e sul Monte Baldo che sovrasta l’altra sponda alla nostra sinistra. Facendo attenzione a tenere la destra al primo bivio sulla strada asfaltata ma soprattutto a non spingere troppo sui pedali perché la Ponale può essere considerata un buon riscaldamento e non bisogna bruciare energie inutilmente: la salita è appena iniziata! Arrivati alla strada statale fare attenzione per 400m e subito dopo svoltare a sinistra per Pregasina. Subito dopo la svolta, a destra, vedremo la pista ciclabile sterrata e la imbocchiamo senza dubbi. Seguendo le indicazioni si arriva facilmente al lago di Ledro, superando alcuni brevi ma molto ripidi tratti che superano il 20% di pendenza. Una volta giunti al lago abbiamo scalato 600m di dislivello. Superati i negozi e bar di Molina di Ledro, imbocchiamo a sinistra la strada che sale e di lì in poi seguiamo le indicazioni per “Rampiledro” (famosa granfondo MTB che purtroppo non si è più disputata). La salita verso passo Nota è lunga circa 11km, è molto irregolare e non consente di trovare il proprio ritmo. Ci sono brevi tratti di discesa che saranno utili per recuperare un po’ il fiato, ma la salita è pedalabile senza problemi nonostante l’alternanza di fondo a cemento a sterrato a sottobosco. Arrivati allo scollinamento in breve troveremo un bivio dove proseguire dritto verso passo Nota. Il sentiero è quello famoso della I Guerra Mondiale che venendo da passo Rocchetta collegava Baita Segala a passo Nota fin su a passo Tremalzo. Una bella deviazione consiste nell’arrivare al passo affrontando la tortuosa e spettacolare strada. Tornando a dove eravamo rimasti, il nostro itinerario passa per passo Rocchetta, quindi inizia uo dei singletrack più belli del Garda. A volte c’è da rilanciare l’andatura ma la velocità è sempre ideale. Arrivati a passo Guil cerchiamo l’imbocco del sentiero 442 (sulla destra in ripida salita) così scenderemo dall’alto su passo Rocchetta ed eviteremo i tanti bikers che arrivano da quella direzione. Arrivati al Passo prendere il sentiero più a sinistra, 422, perché l’altro non è così divertente. L’adrenalinica discesa ci porta a malga Palaer e ci tuffiamo proprio nel sentierino nel bosco di fronte. La traccia taglia la strada forestale ed è facilmente seguibile fino alla fine, poco prima di Pregasina. Scendendo giù sulla strada al primo tornante andiamo dritti perché questa variante è più divertente; poi, arrivati alla galleria lasciamo la strada e seguiamo le indicazioni per “Ponale”. Questo sentiero è solo per escursionisti e bikers: ce lo godiamo finché si rientra a Riva del Garda.

Giro dei tre laghi

Distanza: 78km (percorso corto); 116km (percorso lungo)
Dislivello: 750m (percorso corto); 1120m (percorso lungo)
Percorso corto: Torbole, Arco, Ceniga, Dro, Drena, Passo Uldarico, Vigo Cavedine, Padergnone, S.Massenza, Sarche, Pergolese, Lago di Cavedine, Dro, Ceniga, Arco, Torbole.
Percorso lungo: Torbole, Arco, Ceniga, Dro, Drena, Passo Uldarico, Vigo Cavedine, Padergnone, S.Massenza, Sarche, Terme di Comano, Ponte Arche, Vigo Lomaso, Dasindo, Stumiaga, Passo Ballino, Lago di Tenno, Pranzo, Riva del Garda, Torbole.
Partendo da Torbole ci immettiamo sulla ciclabile verso Arco e proseguendo verso Dro: 15 chilometri circa di perfetta pianura ed un valido riscaldamento per affrontare le salite successive. Attraversare il centro di Dro e il ponte sulla Provinciale, prendere per la valle di Cavedine. E qui ci troviamo ad affrontare la prima salita; ai nostri occhi si presenta già l’affascinante area delle Marocche, una frana millenaria provocata dallo scioglimento dei ghiacci, ed il castello di Drena a cui ci si arriverà dopo 6km di regolare salita. Ma la salita prosegue ancora verso il passo S. Uldarico ed il suo dolce scollinamento. Attraverso la valle di Cavedine si raggiunge Padergnone dove, alla chiesa, si svolta a destra per raggiungere S. Massenza costeggiando l’omonimo lago. Oltre il paesino ci si immette sulla provinciale verso Sarche dove, in corrispondenza di una curva dove si vede un distributore di benzina, si tiene la destra e poi si deve decidere: chi vuol fare un percorso breve deve prendere la ciclabile che inizia subito prima del ponte (partendo dal distributore, restare sul marciapiede sinistro); chi opta per il percorso lungo inizia la salita per Ponte Arche, in direzione di Madonna di Campiglio. I ciclisti usano chiamare questo percorso “giro del Limarò”, è un bel classico anche se questo tratto di strada è piuttosto trafficato. Superate due gallerie ci troviamo a costeggiare l’impressionante canyon scavato dal fiume Sarca: siamo ormai in discesa verso Terme di Comano. Si prosegue salendo verso Ponte Arche dove, all’incrocio principale dopo il ponte, si svolta a sinistra verso Riva del Garda e si inizia presto a salire 11km al 5% di pendenza media. Giunti al passo del Ballino si scende dall’altra parte passando al lago di Tenno fino a Riva del Garda da cui si prende la ciclabile in sponda al lago per tornare a Torbole.







Passione per la montagna



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