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Terme di Comano, Ponte Arche, Bleggio

Prati di Fiavè

Partendo da Fiavè (metri 669) ci si dirige verso Favrio, vicino alla fontana, a sinistra, una strada asfaltata scende a Dasindo (metri 512).
Prima del paese, nei pressi del cimitero, si gira a destra per la Val Lomasona. Quando si arriva alla pescicoltura si rientra dalla strada opposta arrivando a Vigo Lomaso.
Dalla piazza del paese si percorre la stradina di destra, passando un ponte. Inizierà un sentiero in salita, all'incrocio di più strade sterrate, si prenderà la strada asfaltata a sinistra che proviene da Poia e si scenderà a Campo Minore. Si gira a destra per la strada statale fino a Campo Lomaso (metri 494, km 13).
Arrivati a Campo Lomaso si gira a destra davanti all'Albergo Oasi, si transita davanti alla Chiesa del Convento dei Frati Francescani proseguendo per una strada di campagna che attraversa la piana del Lomaso, una stradina a destra porta poi a Curè. Dopo l'ultima casa si svolta a destra su strada asfaltata, al capitello si prosegue a destra in salita continuando sino alla provinciale che arriva dal Bleggio.
Dopo qualche centinaio di metri a sinistra, in direzione Fiavè, si svolta a destra su sterrato sino a Cornelle (km 20, metri 675). Prima dell'abitato una sterrata porta a Dus: si arriva poco dopo al Ballino (metri 794) da dove si fa veloce rientro a Fiavè. In tutto si pedala per ventisei chilometri, ondulati e mai difficili.

Passo del Ballino

Panorama sul Bleggio.
Il Passo del Ballino è una salita molto impegnativa per chi proviene da Riva mentre non è altro che un discreto allenamento per chi parte da Ponte Arche.
Da P.Arche, infatti, il dislivello è di soli 380 metri in circa undici chilometri ed il tratto più impegnativo, i primi 1.5 km, concentra buona parte del dislivello. Superati i tre tornanti iniziali, la strada entra in alcuni caratteristici paesi del Bleggio e sfiora i campi coltivati dell'altopiano.
Superato l'incrocio per Fiavè, interessante zona palafitticola, la strada entra saltuariamente nel bosco e riprende a salire costantemente fino al paese di Ballino (metri 767).

Salita a Molveno

Da Ponte Arche si sale verso Stenico (pendenza media vicina al 10%) da cui si segue la direzione Sclemo, Dorsino, San Lorenzo in Banale.
Alternativamente si sale da Comano Terme a Villa Banale e San Lorenzo lungo la strada più importante del Banale. Da Comano a San Lorenzo ci sono 8.5 km e 400 metri di dislivello.
Raggiunto San Lorenzo undici chilometri (in pianura e falsopiano) ed alcune gallerie (attenzione) conducono a Molveno.

Passo Duron

Da Ponte Arche si sale al Passo in 10.8 km.
Il dislivello di 600 metri si supera affrontando tratti con pendenze severe alternati a tratti più docili. Da questo versante la strada è molto più esposta ai raggi del sole e quindi è bene evitare di affrontarla nelle ore più calde di giornate assolate. Dal Passo si può allora scendere a Tione e fare ritorno a Ponte Arche lungo la strada che, in costa ai primi boschi dei monti del Brenta, corre fino a Stenico (la salita è leggera, ma dura 12 km) attraverso Preore, Ragoli e Coltura. Da Stenico si scende rapidamente a Ponte Arche (km 4, dislivello -280).

Monte Casale

Si parte da Ponte Arche (metri 400) e si sale verso il paese di Comano (metri 618) dove, dopo un albergo, inizia la sterrata per Monte Casale.
La salita è lunga, non difficoltosa salvo che nell'ultimo chilometro.
Arrivati ai prati del Monte Casale (km 13), dopo circa un chilometro, c'è la possibilità di fermarsi presso il Rifugio Don Zio Pisoni (1610 metri, aperto la domenica d'estate), in ottima posizione panoramica.
Il ritorno a Comano si svolge lungo il medesimo itinerario della salita: giunti a Comano si svolta per Godenzo (metri 551) e Poia. Seguendo le indicazioni si fa rientro a Ponte Arche.

Monte San Martino

Partendo da Ponte Arche (metri 400) si sale verso il Bleggio fino ad arrivare al Passo Duron (indicazioni stradali).
Qui si gira verso destra, prendendo la strada sterrata che conduce sino al Monte San Martino (1350 metri, km 13).
Dopo il primo tornante ci si trova ad un bivio e si prende a sinistra. La salita è regolare, con qualche strappo più duro verso la metà. Trecento metri prima della vetta, si svolta a sinistra scendendo per il bosco. La stradina è ripida fino ad una località prativa con alcune baite. Nella parte inferiore dei prati passa una stradina sulla quale immettersi verso sinistra (direzione nord).
La strada entra nel bosco e dopo alcune centinaia di metri si arriva in un'altra area prativa con delle baite.
Si segue sempre la stradina sino ad un incrocio, detto "Tre vie". Si prende la strada di destra (a sinistra si arriverebbe alla località La Guardia, meta di vari pellegrinaggi in passato per invocare l'aiuto divino contro le calamità naturali).
La strada porta a Bivedo da dove, passando per Duvredo, Gallio e Bono, si fa rientro a Ponte Arche (km 24).

Malga Stabio

Si parte da Ponte Arche (metri 400): salendo verso il Bleggio si arriva a Santa Croce, metri 628.
Dopo la piazza della Chiesa, al bivio, prendiamo a destra dirigendoci verso i paesi della Quadra. Arrivati a Marazzone (metri 772) si gira a destra verso il Passo Durone, che si raggiunge al km 10 (metri 1033).
A fianco del ristorante Passo Durone si svolta a sinistra e si sale a Malga Stablo, metri 1453 - km 15, dove si estendono vasti prati e pascoli. La salita è caratterizzata da saliscendi per due chilometri, poi una rampa anticipa il tratto più duro della salita.
La discesa segue l'itinerario della salita sino al Passo Durone e Marazzone: in seguito, si svolta verso Cavrasto per poi rientrare a Ponte Arche (metri 400, km 30).

Tour del gruppo Casale: dalla baita Don Zio alla val Lomasona

Tempo di percorrenza: ore 5.30
Difficoltà: itinerario impegnativo con un severo dislivello
Lunghezza totale: km 44,5
Dislivello totale: 1410 m
Note: A cavallo fra due valli, quest’itinerario permette di scoprire uno degli aspetti più interessanti del Trentino, il susseguirsi continuo di diverse situazioni microclimatiche. Evidentissima, in questo senso, l’influenza del di Garda sulla vegetazione ed il paesaggio.
La lunga dorsale montagnosa che separa la Valle del Sarca dall’Altopiano del Lomaso, tra la cima del Casale e la Sella di Castiol fra il Monte Calino e il Monte Misone, presenta un’interessante varietà di paesaggi e ambienti dai tipicamente alpini alla macchia mediterranea, in prossimità della mite conca di Riva del Garda. L’itinerario si snoda da Vigo Lomaso e propone subito l’unica - seppur lunga e impegnativa- salita prima verso il paese di Lundo, poi a Godenzo e Comano Terme. Superata la chiesa si prosegue fino ad un crocefisso: in quel punto inizia la strada forestale chiamata panoramica che sale fino alla Baita Don Zio sul Casale. Merita raggiungere in pochi minuti di passeggiata a piedi, la sommità del Monte, un punto panoramico davvero eccezionale. Dalla Baita Don Zio si scende al limite del bosco per imboccare sulla destra il sentiero per la località San Giovanni (segnavia Sat n. 426).
Il sentiero è in dolce discesa fino a Malga Valbona, tra il Brento e il Monte Granzoline. Qui si prosegue sulla strada forestale e s’imbocca poi un viottolo in discesa (indicazione) arrivando alla località San Giovanni e si seguono altre indicazioni verso Prati di Gom – San Pietro. Raggiunti alcuni rustici si scende verso la località Gorghi dove si prende sulla destra un tratturo (indicazione per San Pietro) piuttosto ripido. Dalla località Tovo si raggiunge la sellata di Treni dalla quale è possibile scendere direttamente in Val Lomasona accorciando l’itinerario, mentre proseguendo su una comoda sterrata si raggiunge la strada provenente da Ville del Monte. Si punta quindi al Rifugio San Pietro, ai piedi del Monte Calino (ristoro, ottimo punto panoramico).
Proseguendo per la Sella di Castiol e si entra nella valle di San Pietro; qui si può raggiungere l’ex fornace di Vedese e con un tratto in discesa s’entra nella Val Lomasone portandosi quindi con una comoda strada sterrata all’omonima malga prima di rientrare nuovamente in paese a Vigo Lomaso.







Passione per la montagna



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