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Val di Sole, Pejo, Rabbi

Marilleva

Ampi tornanti e cinquecento metri di dislivello in questo tracciato ideale per allenarsi in vista di traguardi più impegnativi. L'itinerario è ciclico: si può salire lungo la strada della val Laures senza proseguire sino al Lago delle Malghette di Mezzana (metri 2000) ma svoltando invece a sinistra verso Malga di Copai (metri 1400, km 5.8). Proseguendo oltre, si fa ritorno a Mezzana in quasi dieci chilometri di tornanti e malghe.

Sui pendii attorno ad Ortisè

Venti chilometri e 1300 metri di dislivello per un itinerario con partenza ed arrivo a Pellizzano: si salè verso Ortisè (3.5 km da Pellizzano con vari tornanti) dove si svolta a sinistra. La strada diventa allora poco più che un sentiero carrabile e giunge fino alla Baita e poi alla Malga Pozze. Giunti alla malga, a metri 2237 slm, si può girare la bici e ritornare indietro oppure, seguendo la traccia 6, scendere fino al lago di Cellentino e poi la traccia 3 che riporta su una forestale che scende in Val di Rabbi. E' consigliabile affrontare questo percorso solo se si è in possesso di una buona tecnica, di un po' di tempo e di una buona cartina.
A Ortisè però le alternative sono tre: una è quella già proposta, le altre due si presentano superando l'abitato. Appena dopo un bivio che riporta a fondovalle, a Mezzana, il ciclista si trova difronte ad un altro bivio: a destra si prosegue fino alla malga del Monte (metri 1698) lungo una strada forestale di circa quattro chilometri, a sinistra invece si raggiungono i 2083 metri di malga Bronzone.
L'ascesa a malga Bronzollo è una sfida molto impegnativa: la salita è sempre dura e dà respiro solo nelle ultime decine di metri (poco più di sei chilometri per quasi seicento metri di dislivello).
La zona di Pellizzano ed Ossana offre però altre alternative tutte da scoprire e con panorami sul gruppo dell'Ortles: superando il Noce, infatti, si possono raggiungere la malga del Dosso (metri 1680) e la malga di Val Piana (da Ossana) mentre da Pellizzano si accede alla malga di Artuich o al Lago dei Caprioli ed al rifugio Fazzon.
In particolare, si può disegnare un circuito che da Pellizzano (metri 925) risale la Val Fazzon fino al Lago dei Caprioli (circa 4 km, con alcune varianti) e poi si collega in quota alla Val Piana (rifugio Val Piana, 2.5 km) e scende ad Ossana (2 km). Tutto su strade secondarie.

Passo del Tonale

Il Passo non è certo tra i più difficili del Trentino ma mi ha comunque impegnato. Inoltre dal Passo si possono iniziare nuovi itinerari che portano sia a reperti bellici che a particolarità naturali. Partito da Dimaro, 737 metri slm, ho pedalato sulla strada statale che non è così trafficata. In sei chilometri si è a Mezzana: questi sono i chilometri più facili, un lungo falsopiano che alza l'altitudine di soli 200 metri. Da Mezzana a Pellizzano altri cinque chilometri facili prima di incominciare a faticare un po' di più. Alcuni tratti raggiungono pendenze tra l'8 ed il 10% (dopo Pizzano anche qualche tratto al 12%) e questi ultimi quattordici chilometri portano da 925 a 1880 metri di quota. In sostanza salvo qualche breve strappo il Tonale si presenta come un Passo che i più allenati possono superare con facilità, mentre è un bel banco di prova per i meno allenati.

Passo Campo Carlo Magno

Raggiungere Passo Campo Carlo Magno da Dimàro è senza dubbio un bell'itinerario consigliabile sia agli appassionati di mtb sia agli amanti della bici da corsa. La strada è abbastanza trafficata ma comunque in modo non eccessivo: è meglio percorrerla nelle prime ore del mattino quando i turisti che si dirigono verso Madonna di Campiglio, il Grostè e le altre località delle Dolomiti di Brenta non hanno ancora affollato la strada.
I primi sette chilometri della strada sono i più ripidi e conducono, con vari ed ampi tornanti, a Folgarida ed a quota 1300 metri. Raggiunta questa quota la salita si fa più abbordabile e, con relativa facilità, si raggiunge Passo Campo Carlo Magno da cui si gode un'ottima visuale sul gruppo del Brenta.
Chi non è ancora stanco ha varie possibilità di prosecuzione: ad esempio, salire a malga Zeledria (metri 1767) con un breve strappo in salita (svolta a destra in prossimità del Passo) oppure ridiscendere verso Dimàro e svoltare sulla sinistra verso la Malga di Vigo (metri 1803).
In alternativa, da Dimàro si raggiunge il Passo anche lungo uno sterrato che segue il corso del torrente Meledrio. Questo percorso si incrocia sul primo tornante della strada statale ed alterna tratti impegnativi e con numerosi tornanti a tratti più rettilinei. Lo sterrato tocca due ex-malghe ed arriva alla Malga Mondifrà dalla quale si giunge agevolmente in località Fortini (funivia Grostè) dove si svolta a destra e sulla statale si giunge a Passo Campo Carlo Magno in un chilometro circa.

Dosso santa Brigida

Salita non difficile su fondo prevalentemente sterrato: da Dimàro si va fino a Carciato dove si prende una strada asfaltata sulla destra che sale nella parte occidentale della frazione (zona Senasega). Giunti nell'abitato si prende una stradina ciottolosa che sale vicina al bosco ed ai prati fino a giungere alle rive del Meledrio, il torrente che scende da Campo Carlo Magno fino alla Val di Sole. Si attraversa il ponticello (metri 900, km 4) e da lì parte la salita più impegnativa che in cinque chilometri supererà i 440 metri di dislivello che mancano al Dosso Santa Brigida. La strada (direzione Pont del Pastin-C.C.Magno) si fa via via più stretta, si insinua nella gola e supera una galleria ed un ponticello sospeso sul Meledrio. Giunti alla meta i chilometri percorsi sono nove. Un tempo il Dosso Santa Brigida era sede di un ospizio di pellegrini tenuto da monaci sul quale circolavano leggende tenebrose. Si scende o dalla via della salita o dall'alternativa più breve che tocca Malga del Doss (metri 1150, un chilometro sotto la cima) e poi ritorna a Dimaro.

Rifugio Orso Bruno

Si parte da Dimàro per arrivare alla frazione Carciato, in particolare alla zona Senasega, la parte più occidentale della frazione.
Da qui incomincia un ciottolato che sale tra boschi e prati sino alla Cascata Meledrio (ponte), distante 6 km dalla partenza ed alta 1160 metri. Si segue direzione Pont del Pastin fino a raggiungere tale località lungo uno sterrato impegnativo e suggestivo che prosegue verso Campo Carlo Magno. Continuando in direzione del Passo, la strada incrocia la statale dalla quale ci si stacca dopo breve tempo scendendo (sulla sinistra) fino ai verdi prati della Malga Mondifrà (km 14, metri 1630), ai piedi dell'erto pendio della Val Gelada.
Dalla malga si prosegue per alcuni chilometri in saliscendi che permettono di ricaricarsi prima dello strappo finale. Intanto si raggiunge il Passo e, tramite la statale, si arriva ad incrociare la segnalata strada sterrata che porta alla Malga Darè (4 km dal Passo, in sostanziale pianura - totale 19 km). Dalla Darè, in breve si è alla Malga Dimaro da cui parte la salita più dura del percorso, quella che in due chilometri e mezzo sterrati risale da 1860 a 2170 metri, fino al Rifugio Orso Bruno (km 25).
Da qui si può tornare alla statale ed affrontare la discesa sull'asfalto, ripetere l'itinerario di salita o prendere la sconnessa discesa sassosa che (con il fondo che migliora man mano che si scende) raggiunge Malga Panciana ed in seguito incrocia la provinciale di Marilleva lungo la quale si rientra in valle.(questa discesa misura 12 km).

Giro dei forti austriaci

La Val di Sole, soprattutto nella sua parte alta, è ricca di testimonianze del primo conflitto bellico, durante il quale fu uno dei principali punti della linea di difesa austriaca. Questo itinerario è disegnato per sfiorare i punti più significativi come Malga Pecè, dove il comando austriaco aveva stabilito un quartier generale, l'ex Forte Mero, uno dei punti più esposti della cintura difensiva, o l'ex Forte Zaccarana. Si parte da Vermiglio scendendo nel vallone di Stavel fino ad un agriturismo dove si abbandona l'asfalto per salire paralleli al tracciato di asfalto.
Si supera un ponte sul Vermiglio, si toccano alcuni masi e ruderi di antiche caserme fino ad incrociare lo sterrato che sale al Forte Tonale. La si percorre in discesa fino ad una baita, di Velon, dove si riprende a salire verso il Passo, arrivando a Malga Pecè. Qui bisogna osservare con attenzione i tronchi degli alberi più antichi per scoprire le schegge dei proiettili ancora incastrate nelle cortecce.
Alla malga Pecè sono stati percorsi sette chilometri e l'altitudine è di 1500 metri sul livello del mare.
Si supera la malga e si prosegue: il bosco si fa sempre più rado fino a che la strada si avvicina alla statale. Prima del ricongiungimento si svolta a sinistra verso Cantiere Presena e poi subito a destra lungo il Sentiero della Pace.
Qui si è prossimi al Passo (km 14, metri 1883). Si prosegue sulla statale fino alla biglietteria degli impianti di risalita dove si imbocca la piccola strada che sale all'ospizio di San Bartolomeo (15 km, 1971), forse risalente al XII secolo.
Da qui si scende in breve all'ex Forte Mero (km 18, metri 1841) da cui parte l'ultima salita che conduce al Forte Zaccarana. E' il momento della discesa finale che, attraverso la Valle dello Strino e la statale 42 del Tonale, riporta a Vermiglio.

Val di Rabbi

La bella valle di Rabbi è porta di accesso privilegiata al Parco Nazionale dello Stelvio e sede di sorgenti ferruginose e termali. Da Bagni di Rabbi (km 12 da Malè) si seguono le indicazioni per malga Cercena che conducono, lungo uno sterrato di varia difficoltà, alle malghe Cercena bassa ed alta (traccia 9). L'arrivo è a quota 2000 metri circa e dista circa nove chilometri da Bagni. Il biker amante anche del trekking può allora portare la bici o proseguire senza di essa fino al Passo Cèrcena a metri 2622: dallo spartiacque delle valli di Peio e Rabbi si ha un panorama estremamente gratificante sul Cevedale e le valli sottostanti.
Dal passo si può, peraltro, scendere verso Celledizzo in val di Peio, da cui Malè dista poco più di venti chilometri. Dal passo però bisogna affrontare circa ottocento metri di dislivello su sentiero prima di incrociare una forestale in località malga Borghe.
Nella zona oltre a Bagni di Rabbi, altre malghe raggiungibili da appassionati esperti ed allenati sono la Stablaz (quota 2060) e la Fratte di Sopra (quota 1867).
L'accesso è tramite strada forestale che si biforca verso i due obiettivi a 1482 metri di quota, in località malga Fratte di Sotto. Dal bivio (cui si accede secondo varie vie da Bagni di Rabbi o Somrabbi) si giunge alle due malghe in quattro e due chilometri circa, rispettivamente.

Cascate in val di Rabbi

Dalla località Poz di S. Bernardo si sale sul lato destro orografico del torrente Rabbies per una comoda strada sterrata sino al Ponte Pralongo in tipico ambiente alpestre della Val di Rabbi. Rimanendo sullo stesso lato, proseguendo oltre il Ponte, la strada diventa sentiero ben battuto che, a fianco delle “Ruaie”, una delle più antiche frazioni di Rabbi e dello spumeggiante torrente, ci porta sino al Ponte Casna incontrando una stradina asfaltata parallela alla provinciale n. 86 della Val di Rabbi sino alla Località Forni. A sinistra per stradina sterrata tra le prime costruzioni della località Bagni di Rabbi passando a fianco della bella e antica segheria veneziana ristrutturata dal Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio sino allo stabilimento termale di Bagni di Rabbi. (interessante una visita allo stabilimento con assaggio dell’acqua ferrugginosa – la scoperta e l’utilizzazione delle acidule risale agli ultimi decenni del 1600). Si prosegue ora in leggera salita su strada asfaltata in direzione “Plan” sino al ponte sul torrente dove, a sinistra, si notano le indicazioni per la Cascata del Ragaiolo. La strada sterrata, con pendenza moderata, sovrasta le zone prative del fondovalle e l’area attrezzata per campeggio estivo, sino ad arrivare al ponte della cascata. Una breve sosta gustando il fresco umido pulviscolo sollevato dalla cascata ci rinfranca per affrontare il tratto ripido di strada che conduce alla Malga Fratte Bassa. La strada boschiva, immersa nel fitto bosco di abeti, ha una lunghezza di 2 km e pur avendo il fondo compatto impegna notevolmente. La Malga Fratte Bassa, posta su di una spianata dominante offre un’ottima occasione per ammirare la Valle, le cascate, gli alti pascoli e le cime spesso innevate. Qui è necessario prestare particolare attenzione alle indicazioni sulla destra per Fontanino-Malga Stablasolo. Un sentiero attraversa il pascolo della malga sul versante nord per entrare poi nel bosco; il suo percorso è stupendo, ideale per chi ama la mountain bike con passaggi tecnici, il superamento di strette serpentine, brevi serie di scalini, veloci tratti in equilibrio, sino alla Loc. Fontanino. La zona, di particolare rilievo faunistico-ambientale per la presenza soprattutto di cervi e caprioli, impone il silenzio ed il massimo rispetto. Dalla località Fontanino, chiamata così per la presenza di un’evidente sorgente di acqua ferrugginosa, si sale per strada sterrata sino alla Malga Stablasolo (consigliato assaggio latte e derivati e salumi tipici). Da qui meritevole una breve escursione a piedi (circa 1 ora) alle rinomate cascate di Saent.
Il ritorno avviene per lo stesso percorso sino al Fontanino e di qui su strada asfalta fino all’uscita del bosco in prossimità dell’abitato di Somrabbi. Prima di Somrabbi, a sinistra, si imbocca una stradina boschiva con alcuni saliscendi che sale costeggiando le alte zone prative della Valle fino alla Località Serra. Di qui la strada diviene asfaltata passando per le frazioni di Cavallar e Penasa ed in veloce discesa si giunge a S. Bernardo.

Sui Masi da Mont

Dall’abitato di Deggiano, con alcuni rustici dalle imponenti strutture lignee e la piccola ma bella chiesa della Ss.ma Trinità, nella sua parte più in alto, in prossimità di una fontana, una ripidissima strada sterrata sale in mezzo alle zone prative che contornano il paese. La strada, con pendenza al limite della ciclabilità entra nel bosco misto di latifoglie, abeti e larici. Qui, dopo un tornante, prosegue con pendenza meno accentuata sino agli incolti spazi prativi dei masi da Mont (in tempi preromani qui sorgeva un “castelliere” per la difesa delle vecchie case retiche). I masi presentano delle particolarità costruttive che ne fanno vere opere di architettura montana così come la tipica fontana in pietra al servizio degli stessi. Dalla fontana, a destra, superato un breve risalto, una traccia poco evidente si inoltra, in modo pianeggiante tra i terrazzamenti prativi in direzione degli abitati di Montés-Bolentina, sulle pendici sud-orientali del M. Camucina. Poco più in alto di un piccolo baito il sentiero entra nel bosco e superati alcuni rivi ed alcune discese tecniche in salita arriva ad incontrare una strada sterrata che sale poco più in alto dell’abitato di Montés (il paesino oggi quasi spopolato un tempo aveva pure una scuola elementare). La si percorre in discesa tra i terreni coltivati incontrando la strada asfaltata che da Montés sale alla Chiesetta di S. Valentino (del secolo XV; ma il campanile risale al 1200). Si discende all’abitato di Montés sino alla parte più bassa dove tra le ultime case, a destra, uno stradello entra in mezzo ai prati sino ad un bellissimo maso ristrutturato. Qui diventa sentiero passando in salita in mezzo alla boscaglia di noccioli, supera un piccolo ruscello ed entra nel bosco di larici con andamento sinuoso per poi impennarsi con un breve ma difficile tratto sino ad un limitato spiazzo. Qui ha inizio una stradina erbosa che in breve ci porta nuovamente all’abitato di Deggiano.

Val di Pejo

Dalla Val di Sole (Cusiano-Cogolo: 6 km, Cogolo-Peio: 6 km) si accede agevolemente alla Val di Peio ed a Cogolo.
Il bivio stradale per la Val di Peio è poco dopo Cusiano, a 925 metri di altitudine, e la strada di fondovalle sale fino a Cogolo e Peio con pendenze medie del 5%. Impegnativo è il tratto appena usciti da Cogolo quando alcuni tornanti scalano l'ultimo dislivello fino a Peio (400 metri di dislivello in 6 km).
Da Cogolo un itinerario, impegnativo e severo per sole mtb: appena usciti da Cogolo si entra in Valle della Mare e si percorre la carrareccia sino alla Malga Mare (km 9.5). Dal momento che più d'una sono le strade che penetrano all'interno della valle è bene portare con sé una cartina che permetta di tenere sotto controllo la situazione.
La Malga è prossima al lago del Careser ai piedi dell'omonima cima. Il ritorno si può effettuare lungo lo stesso itinerario dell'andata oppure tagliando verso la riva destra del Noce Bianco giungere fino a Peio paese. Si entra quindi in Valle del Monte dove si è quasi subito accolti da una breve ma intensa salita che conduce a Malga Cove. Di lì lungo la vecchia strada militare si raggiunge Malga Giumella: qui la fatica è finita. Infatti ora è discesa ripida fino al Lago di Pian Palù e poco dopo si rientra sull'asfalto della strada principale della valle.

Val di Pejo su strada militare

Salita breve e concentrata e discesa pedalabile per questo itinerario che, nel cuore della Val di Peio, si snoda per venti chilometri.
Da Peio Fonti si affronta il primo tornante verso Peio paese e lì una strada asfaltata (indicazioni Pian Palù) si addentra nella Valle del Monte. Al secondo chilometro si è raggiunta la Malga Termenago di Sotto e si abbandona la strada per Pian Palù seguendo invece una strada boschiva che sale su pendenze moderate staccandosi dai fianchi della malga: è una strada costruita dagli austriaci che porta a raggiungere con tornanti ampi e poco pendenti il punto più alto dell'itinerario, località Vegaia a 1980 metri sul livello del mare.
Incomincia la discesa, prima su sterrato poi su sentiero, per Malga Palù (bello il lago omonimo) e, in pianura, fino a Malga Cellentino (metri 1830, km 13).
Il sentiero scende, ripido e ciottoloso, fino al Fontanino dove ricomincia l'asfalto che riporta al punto di partenza (metri 1390, km 20).

Traversata del monte Peller

Da Malè, seguendo la pista ciclabile che si imbocca in loc. Molini (visibile la segheria ristrutturata) la si percorre fino a Mostizzolo. Seguire la descrizione del percorso “La pista ciclabile tratto Mostizzolo-Croviana a pagg. 6 e 7) in senso opposto. In prossimità del Ponte di Mostizzolo (una curiosa etimologia popolare lo collega al casello del dazio che si diceva sorgesse a capo del monte, dove si doveva pagare “musst bezahlen”) si imbocca la Strada Statale n. 43 in direzione del paese di Cles per circa 4 km (strada molto trafficata). All’entrata del paese, a destra, si sale nella sua parte più antica sino alla Piazza Granda, contornata da antiche dimore dell’aristocrazia clesiana, e di qui, a destra, verso la località Bersaglio (era il luogo del “casino di bersaglio” degli Schützen fino al 1918) che si raggiunge dopo aver superato un ultimo tratto asfaltato piuttosto ripido. Di qui la strada si fa sterrata e sale, con lunghissime diagonali, sino alla Loc. Verdè per circa 11 km (si consiglia l’effettuazione del percorso nelle ore più fresche del mattino per la notevole esposizione al sole avendo premura di portare con sé il necessario per idratarsi). All’ultimo tornante in prossimità della cappella di S. Antonio è consigliabile una breve sosta per ammirare la Val di Non con il lago di S. Giustina (lungo oltre km 7,5, profondo 150 m. e con una capacità di 172 milioni di metri cubi d’acqua). Poco dopo la strada spiana ed una caratteristica fontanella in legno permette il riempimento della borraccia. Alcuni saliscendi passando tra zone boschive e prative portano al laghetto del Verdè visibile nei primi mesi estivi. Avanti a noi si staglia la corposa sagoma del monte Peller con il rifugio omonimo. La strada prosegue con andamento altalenante a fianco di numerose baite ben inserite nell’ambiente circostante, superando la località Fontana Maora sino a giungere al Passo Fraine (deviazione per Rif. Mezol-Malè vedi pag. 31), dove si impenna in maniera decisa. Salendo a sinistra su di essa la strada supera la Loc. Passo delle Fraine e con alcune variazioni di pendenza entra nelle ampie praterie alpine sino al Lago Durigal di orgine carsica; nei pressi la chiesetta della Madonna della Neve. Qui proseguendo a destra si arriva al visibile rif. Peller – Malga Clesera, proseguendo a sinistra, una ripidissima salita porta sui pendii esposti a sud del Monte Peller in direzione della Malga Tassulla e della sottostante Val di Tovel che si inoltra per 12 km fino al laghetto omonimo a quota 1178 m., dovuto a sbarramento di frana su bacino glaciale. Il panorama a questo punto è vastissimo sulle successione delle Valli sino alle montagne e cime innevate dell’Austria. Si giunge alla Malga Tassulla (m. 2090) dove la strada ha termine nel cospetto dell’ampio vallone del Pian della Nana. In esso si inoltrano alcuni sentieri alpini che portano nel cuore del gruppo di Brenta; si percorre a destra il sentiero n. 306 che a mezza costa in breve porta al visibile Passo della Forcola (m. 2104) spartiacque tra la Val di Non e di Sole. Di qui in forte discesa poco più in alto del bel laghetto delle Salare si giunge, seguendo i pascoli a destra, alla Malga Clesera, in prossimità della quale il sentiero n. 308 discende, con alcuni tratti abbastanza ripidi, sino ad incontrare la strada boschiva che sale dal Prà della Selva – Rif. Mezol. Mantenendoci sempre sulla destra si giunge a uno spiazzo “Prà della Selva” dove è possibile una discesa molto spettacolare e tecnica adatta a chi ama il downhill; si abbandona l’evidente strada girando a sinistra nello spiazzo, a fianco dei ruderi della vecchia seggiovia sino a Malè. Per chi invece preferisce una discesa su comoda strada sterrata si prosegue dal “Prà della Selva” sulla destra verso rif. Mezol e di qui ai Molini di Terzolas e per la pista ciclabile a Malè.

Pista ciclabile

La pista ciclabile della Val di Sole si sviluppa quasi per intero lungo il percorso del Fiume Noce, da Mostizzolo a Fucine e da qui verso Vermiglio e Peio, per una lunghezza totale, a completamento, di circa 40 km ed un dislivello di circa 1300 metri, ricalcando il tracciato di antiche strade di collegamento (che risalgono ancora ai tempi preromani e poi al Medioevo) o di strade arginali e di campagna.
Per un inserimento ambientale che rispecchi le caratteristiche di quanto esistente, si è adottata una larghezza della carreggiata ciclabile di mt. 2,50 e come pavimentazione il tipo a impregnazione di ghiaietto, evitando le pavimentazioni stradali tradizionali in asfalto.
In tal modo, oltre ad ottenere una superficie solida che permette il deflusso di acque evitandone il ristagno, si consente il transito ciclistico (e agricolo ove consentito) con ogni condizione atmosferica e con le caratteristiche ambientali circostanti inalterate.

Mostizzolo - Croviana

Dislivello: 246 m
Lunghezza: 12,7 km
Valutazione: facile
Tempo di percorrenza: circa un’ora
Partendo dal piccolo parcheggio in prossimità del Ponte di Mostizzolo, presso gli antichi muri di ancoraggio del ponte ottocentesco, si discende verso la piana di fondovalle in un fitto bosco di abeti lungo la traccia della vecchia strada di collegamento della Val di Sole. Dopo circa 3 km, a fianco dello spumeggiante Fiume Noce, si attraversa la zona attrezzata di Ponte Stori; da qui, dopo alcuni brevi saliscendi (Capanno-punto di sosta), si arriva nei rigogliosi frutteti di Cavizzana. All’incrocio con la Strada Provinciale n. 38 che porta al paese la si percorre in salita per un tratto di circa 500 metri sino ad un caratteristico capitello votivo legato alla devozione popolare per proteggere le campagne. Sulla destra una ripida e forte discesa su strada di campagna ci porta nuovamente sugli argini del Fiume Noce a cospetto dell’imponente Castello di Caldes, risalente al 1200 ed in ristrutturazione, e della Rocca di Samoclevo, imprendibile baluardo dei conti Thunn durante la Guerra Rustica del 1525; attraversato il Rio Ritento (forse da rio tinto, per il fondo rossastro dell’alveo) si giunge alla Loc. Contre, noto Centro Sportivo e punto di riferimento per la canoa ed il rafting (km 8,6).
La pista ciclabile prosegue lungo il Fiume, (frequenti gli avvistamenti di canoisti e pescatori), attraversando piccole zone prative con caratteristiche costruzioni rurali (masi), ove pascolano mucche e cavalli.
Giunti alla loc. Molini di Terzolas, dove è possibile una sosta presso il Ristorante-Bar o rinfrescarsi con l’acqua dell’antica fontana del borgo, si prosegue attraversando i tipici frutteti di mele (Golden Delicious, Starking Delicious - Melinda). Dopo una brevissima discesa si incontra un altro Capanno-punto di sosta, quindi si prosegue attraversando il Fiume Noce sul bel ponte di legno in prossimità dell’affluenza del torrente Rabbies.
Il percorso prosegue in leggera salita a fianco delle impetuose rapide del Fiume a cospetto dapprima dell’imponente massiccio Ponte della S.S. n. 42 e successivamente dell’alto ed esile ponte pedonale della “Passerella” nei pressi di Malè.
Da qui, il tracciato pianeggiante percorre alcune zone palustri (residuo di una zona paludosa ben più estesa in passato) passando sotto il Ponte “Molini di Malè” (Capanno-punto di sosta) per arrivare al Ponte “Molini di Croviana” dove termina questo tratto di ciclabile. (km 12,7).

Croviana - Piano

Dislivello: circa 200 m
Lunghezza: 6,5 km
Valutazione: facile
Tempo di percorrenza: circa un’ora
Attraversato il Ponte “Molini di Croviana” passando tra la zona sportiva e il tipico “Molin de l’Abram” (foto a destra) con la grande ruota di legno mossa dall’acqua, si sale, in ripida salita, fino all’area attrezzata “Plaze”. Di qui, ancora in salita, per la strada sterrata nel bel bosco di larici, mantenendosi sulla destra, sino all’attraversamento della Val Sorda. (In alto sono ancora visibili le antichissime cave di pietra balconara che per secoli servì alle chiese ed alle dimore signorili solandre) (km 1).
Si prosegue ora in discesa, attraversando le località Plaucesa, Fornace (dove a fine 1800 vennero cotte le tegole ed i mattoni di Malè, distrutta poco prima dall’incendio) ex pescicoltura sino ad incontrare la strada che proviene dal paese di Monclassico. Superata la centrale elettrica, si svolta a sinistra, prima del Ponte sul Fiume Noce, lungo una strada asfaltata che porta alla Frazione di Carciato con la chiesetta del 1600 (km 3). Da qui, seguendo le strade comunali del paese di Dimaro sul conoide del Meledrio sino al Campeggio Dolomiti di Brenta-Centro Canoa Rafting Val di Sole, posto sul lato ovest dello stesso. Mantenendosi sulla sinistra (indicazione pista ciclabile) il percorso costeggia le ampie anse del fiume Noce per alzarsi in maniera decisa sino all’abitato di Almazzago, dedicato a S. Rocco; lo si attraversa a destra su strade comunali ed in discesa fino all’abitato di Mestriago in prossimità del Municipio (km 5,5 circa).
All’incrocio, a sinistra per 500 metri circa, sino ad incontrare la S.S. N. 42. La si percorre in direzione Tonale per circa 1 km (si passa vicino alla deliziosa chiesa di S. Agata, che guarda il viandante con i grandi occhi di un gigantesco S. Cristoforo) sino al bivio per l’abitato di Piano.
Salendo sulla destra per circa 100 metri, alcune indicazioni segnalano, a sinistra, il tratto ciclabile PIANO-OSSANA che ha inizio nei pressi del Ponte sul Fiume Noce (km 6).

Piano - Ossana

Dislivello: 120 m circa
Lunghezza: 9 km
Valutazione: facile
Tempo di percorrenza: circa un’ora
Partendo dal Ponte sul Fiume Noce in Loc. Piano si sale gradatamente per circa 1 km verso Mezzana superando il Fiume su un ponte in legno lamellare e spostandosi sulla destra orografica fino ad affiancare il depuratore. Di lì a breve la pista ciclabile incontra la Strada Provinciale per Marilleva in prossimità del percorso fisso di canoa slalom lungo il quale una stradina porta al Centro Sportivo di Mezzana-Marilleva dominato dall’imponente Palazzetto dello Sport.
La pista ciclabile si sviluppa ora su strade di uso promiscuo, tra zone prative e boschive, superando il Centro di Equitazione Alpina, l’area aperta spesso utilizzata per l’atterraggio di deltaplani e parapendii fino a giungere all’abitato di Pellizzano (km 6) posto nella breve pianura sul greto del Noce. Lo si attraversa seguendo gli appositi segnali indicatori sino alla sua periferia nel lato ovest, quindi, al margine di ampi prati, si prosegue in direzione dell’abitato di Ossana dominato dal caratteristico Castello di S. Michele che fu importantissimo baluardo del Principato Vescovile di Trento per tutto il Medioevo, fino a Napoleone. In prossimità dell’abitato di Cusiano, dominato in basso dalla vetusta chiesa di S. Maria Maddalena, si attraversa la S.P. N. 202 e si continua percorrendo una stradina asfaltata a scarso traffico che porta comodamente nella zona sportiva di Ossana. Una breve salita lungo il torrente Vermigliana conduce al Campeggio di Fucine e quindi al termine del tratto considerato (km 9).

Il progetto di completamento dell’intera pista ciclabile prevede la realizzazione di due bretelle di collegamento: una a nord verso Peio fino all’abitato di Cogolo, seguendo il corso del Fiume Noce, e una ad ovest, verso Vermiglio, sino alla Loc. Volpaia, seguendo il torrente Vermigliana.
In attesa del completamento proponiamo i percorsi alternativi “Risalendo la valletta” e “Vicino agli spruzzi della Vermigliana”.

La traccia de "La Lec"

Dislivello: 150 m circa
Lunghezza: 9 km
Valutazione: facile
Tempo di percorrenza: circa 2 ore
Itinerario facile e vario, tra boschi e paesi caratteristici, ideale per un primo approccio con la mountain bike.
Dalla borgata di Malè, in prossimità del caratteristico “Arco”, (in antico serviva a sostenere l’acquedotto di Rabbi) posto sul lato nord-est del paese si sale per la Strada Provinciale n. 141 per Bolentina sino al primo tornante. Da qui si imbocca a destra una stradina sterrata che si percorre per circa 100 metri, quindi a sinistra, in leggera salita, percorrendo l’ampia strada pianeggiante che si inoltra nella Val di Rabbi. Dopo circa 2 km, superando un’area attrezzata a fianco del torrente Rabbies, il percorso sale al margine del bosco per poi discendere sino alla località “Birreria”, (vasta area attrezzata - a fine ’800 vi si producevano 900 hl di ottima birra). Si prosegue mantenendosi sulla sinistra del torrente, inoltrandosi nella Valle tra zone prative e boschi a cospetto delle ripide pendici della montagna dalle quali spiccano le caratteristiche costruzioni rurali chiamate “masi”. Il percorso, sempre su strada sterrata con alcuni brevi ma ripidi cambi di pendenza, prosegue seguendo il corso dello spumeggiante torrente Rabbies sino all’abitato di Pracorno (mt. 850 s.l.m. – km 4,5 ca), l’ultimo centro della Val di Rabbi a costituirsi in comunità ai primi del 1800. Giunti alle prime abitazioni, dopo aver attraversato una verde zona prativa (attenzione alla traccia!) si svolta a destra attraversando il torrente sul ponte sino ad incontrare la Strada Provinciale n. 86 della Valle di Rabbi. La si percorre per circa 100 metri in direzione di Malè sino ad incontrare, sulla sinistra, una deviazione che porta alla Chiesa di Pracorno (costruita con fondi guadagnati avventurosamente da un prete di Piazzola, Don Dallaserra, nei primi anni del secolo XIX), punto panoramico. Da qui in discesa, tra tipiche costruzioni, per circa km 1,5 sino ad incontrare nuovamente la Strada Provinciale. Si prosegue su di essa fino a giungere nuovamente all’area attrezzata “Birreria” e di qui, per la strada percorsa in andata, si ritorna a Malè.

La Salita Panoramica

Dislivello: 630 m – (389 m)
Lunghezza: 12 km – (8 km)
Valutazione: media – (facile)
Tempo di percorrenza: circa 3 ore – (1,5 ore)
(I dati tra parentesi si riferiscono al percorso ridotto)
Itinerario molto panoramico con visione sulle Valli di Sole e di Rabbi e sulle montagne che ne fanno contorno. Percorso vario su terreno compatto in zona botanicamente interessante per la presenza di numerose specie floristiche tipiche della media alta montagna.
Questo itinerario può essere intrapreso (per chi ha un discreto allenamento) partendo dalla Borgata di Malè, salendo per Via degli Alpini (Strada Provinciale n. 141) posta sul lato nord-est del paese, precisamente in zona “Arco” sino al caratteristico abitato di Bolentina. (6 km ca – 1 ora). Superata l’inclinata piazza del paese si sale tra tipiche abitazioni, a fianco di una particolare fontana-lavatoio verso la località “Mas de Mez”. Superate le aree prative che contornano il paese, la strada asfaltata entra nel bosco compiendo un tornante. Sulla destra una strada sterrata pianeggiante ci porta alla “Sega di Bolentina” ottimo punto panoramico sulla Val di Sole e sulla Val di Rabbi. Di qui, sempre su strada, a sinistra, in forte pendenza, e quindi in falsopiano nel bel lariceto sino alla Malga Bassa di Bolentina (fontanella) posta sulle pendici della boscosa Val di Rabbi. Di qui, sempre su strada, a sinistra, in forte pendenza, e quindi in falsopiano nel bel lariceto sino alla Malga Bassa di Bolentina (fontanella) posta sulle pendici della boscosa Val di Rabbi. Ritornando per un breve tratto sulla strada percorsa si giunge dopo uno strappo ripido alla vasta zona prativa di “Piazza Merendaia” (ottimo punto solatio e panoramico a cavallo tra la Val di Rabbi e la Val di Sole).
Ora la strada si divide, a sinistra in discesa verso Mas de Mez-Bolentina (percorso facile), a destra, per chi ha ancora energie da spendere, su strada sterrata con pendenze a tratti anche notevoli, nel bosco fino alla Malga Alta di Bolentina (mt. 1822). (Possibile breve escursione a piedi fino al Bivacco D. Marinelli posto al limite della vegetazione – 1 ora circa). Con Montès, Bolentina formò una comunità fiorente fino agli inizi del 1900, attorno al suo cuore, che è la chiesetta di S. Valentino posta su un solitario colle.
Il rientro dalla Malga Alta di Bolentina avviene per il percorso di andata fino ad incontrare il bivio Mas de Mez-Bolentina (discesa).

La Traversata del Monte Peller

Dislivello: 1150 m circa
Lunghezza: 45 km
Valutazione: per esperti
Tempo di percorrenza: circa 6 ore
Itinerario molto panoramico tra i più suggestivi per i numerosi ambienti attraversati: dalle fitte ed ombrose abetaie della Val di Sole alle zone più calde e secche, ricche di latifoglie del versante sud del Monte Peller, dai vasti spiazzi prativi del Verdè alle altrettanto vaste praterie d’alta montagna del Passo Forcola. Itinerario solare, ideale nei primi mesi estivi per la ricca varietà floristica riscontrabile; percorso lungo con notevole dislivello ed alcune difficoltà tecniche praticabile da chi ha già un certo allenamento ed esperienza effettuabile anche in due giorni con pernottamento al rifugio Peller (consigliabile salita alla cima a piedi per sentiero attrezzato).
Da Malè, seguendo la pista ciclabile che si imbocca in loc. Molini (visibile la segheria ristrutturata) la si percorre fino a Mostizzolo. Seguire la descrizione del percorso “La pista ciclabile tratto Mostizzolo-Croviana a pagg. 6 e 7) in senso opposto. In prossimità del Ponte di Mostizzolo (una curiosa etimologia popolare lo collega al casello del dazio che si diceva sorgesse a capo del monte, dove si doveva pagare “musst bezahlen”) si imbocca la Strada Statale n. 43 in direzione del paese di Cles per circa 4 km (strada molto trafficata). All’entrata del paese, a destra, si sale nella sua parte più antica sino alla Piazza Granda, contornata da antiche dimore dell’aristocrazia clesiana, e di qui, a destra, verso la località Bersaglio (era il luogo del “casino di bersaglio” degli Schützen fino al 1918) che si raggiunge dopo aver superato un ultimo tratto asfaltato piuttosto ripido. Di qui la strada si fa sterrata e sale, con lunghissime diagonali, sino alla Loc. Verdè per circa 11 km (si consiglia l’effettuazione del percorso nelle ore più fresche del mattino per la notevole esposizione al sole avendo premura di portare con sé il necessario per idratarsi).
All’ultimo tornante in prossimità della cappella di S. Antonio è consigliabile una breve sosta per ammirare la Val di Non con il lago di S. Giustina (lungo oltre km 7,5, profondo 150 m. e con una capacità di 172 milioni di metri cubi d’acqua). Poco dopo la strada spiana ed una caratteristica fontanella in legno permette il riempimento della borraccia. Alcuni saliscendi passando tra zone boschive e prative portano al laghetto del Verdè visibile nei primi mesi estivi. Avanti a noi si staglia la corposa sagoma del monte Peller con il rifugio omonimo. La strada prosegue con andamento altalenante a fianco di numerose baite ben inserite nell’ambiente circostante, superando la località Fontana Maora sino a giungere al Passo Fraine (deviazione per Rif. Mezol-Malè vedi pag. 31), dove si impenna in maniera decisa.
Salendo a sinistra su di essa la strada supera la Loc. Passo delle Fraine e con alcune variazioni di pendenza entra nelle ampie praterie alpine sino al Lago Durigal di orgine carsica; nei pressi la chiesetta della Madonna della Neve. Qui proseguendo a destra si arriva al visibile rif. Peller – Malga Clesera, proseguendo a sinistra, una ripidissima salita porta sui pendii esposti a sud del Monte Peller in direzione della Malga Tassulla e della sottostante Val di Tovel che si inoltra per 12 km fino al laghetto omonimo a quota 1178 m., dovuto a sbarramento di frana su bacino glaciale. Il panorama a questo punto è vastissimo sulle successione delle Valli sino alle montagne e cime innevate dell’Austria. Si giunge alla Malga Tassulla (m. 2090) dove la strada ha termine nel cospetto dell’ampio vallone del Pian della Nana. In esso si inoltrano alcuni sentieri alpini che portano nel cuore del gruppo di Brenta; si percorre a destra il sentiero n. 306 che a mezza costa in breve porta al visibile Passo della Forcola (m. 2104) spartiacque tra la Val di Non e di Sole. Di qui in forte discesa poco più in alto del bel laghetto delle Salare si giunge, seguendo i pascoli a destra, alla Malga Clesera, in prossimità della quale il sentiero n. 308 discende, con alcuni tratti abbastanza ripidi, sino ad incontrare la strada boschiva che sale dal Prà della Selva – Rif. Mezol. Mantenendoci sempre sulla destra si giunge a uno spiazzo “Prà della Selva” dove è possibile una discesa molto spettacolare e tecnica adatta a chi ama il downhill; si abbandona l’evidente strada girando a sinistra nello spiazzo, a fianco dei ruderi della vecchia seggiovia sino a Malè. Per chi invece preferisce una discesa su comoda strada sterrata si prosegue dal “Prà della Selva” sulla destra verso rif. Mezol e di qui ai Molini di Terzolas e per la pista ciclabile a Malè.

Sul Dosso di S. Brigida

Dislivello: 600 m
Lunghezza: circa 16 km
Valutazione: facile
Tempo di percorrenza: circa 2 ore
Breve itinerario nella selvosa Val Meledrio a cospetto delle strapiombanti pareti rocciose del gruppo di Brenta.
Dal paese di Dimaro (da ammirare l’ardito campanile cinquecentesco della chiesa) seguendo le strade comunali sino alla frazione di Carciato. In prossimità di essa si percorre a destra una stradina asfaltata (crocefisso) che sale nella parte ovest della frazione (zona Senasega). Nell’abitato, si svolta a destra, tra ville di recente costruzione fino al termine della strada asfaltata dove inizia una stradina ciottolosa che sale in prossimità del bosco. Di qui, ancora a destra, al margine di alcune zone prative entrando nel bel bosco di abeti sino a giungere sulle rive del torrente Meledrio. Lo si attraversa sul caratteristico ponte in legno (zona attrezzata) incontrando la stradina sterrata che sale dalla Strada Statale n. 239. A sinistra, su pendenza moderata, in ambiente fresco e silenzioso, superando alcuni antichi manufatti (calcara per fare la calce) si giunge in prossimità del ponte sul Torrente Meledrio (cascata). Lo si attraversa salendo per ripida strada compatta con numerosi tornanti sino ad un tratto pianeggiante dove vi è un bivio con indicazione a destra per Pont del Pastin – Campo Carlo Magno; poco dopo un bel capitello dedicato alla Madonna, come quello che si incontra per primo salendo, si prosegue sulla strada, che adesso si fa più stretta, scavata sui fianchi dell’impervia gola, passando una piccola galleria fino a giungere ad un ponte di legno sospeso sulle spumeggianti e fragorose cascate del torrente Meledrio.
La stradina ora si fa un po’ più ampia e sale il fondovalle seguendo le anse del torrente nell’ombroso e silenzioso bosco di abeti, ai piedi del Dosso di S. Brigida, per centinaia d’anni ospizio dei pellegrini, tenuto da monaci sui quali circolavano tenebrose leggende, sino a giungere nello spiazzo incolto della Malga di Presson posta un po’ più in alto (Loc. Pont del Pastin). Girando a sinistra, la strada divenuta più larga, attraversa il torrente sul Pont del Pastin e prosegue sulla sinistra a fianco del torrente per poi alzarsi gradualmente sul pendio boscoso e discendere sino alla Malga del Doss. Di qui in rapida discesa per alcuni tornanti ritornando sulla traccia di salita fino a Dimaro.

Adamello – Brenta: bike tour per l'antica strada dell'imperatore

Dislivello: 1400 m
Lunghezza: 45 km circa
Valutazione: per esperti
Tempo di percorrenza: circa 6 ore
Itinerario inserito completamente nel Parco Naturale Adamello-Brenta seguendo il percorso della gara di gran fondo “Adamello Brenta Bike Tour” con alcune varianti (Passo Grostè – Lago Malghette) realizzabili singolarmente o componendo i vari itinerari. Percorsi comunque consigliati a bikers dotati di buon allenamento, resistenza ed una discreta capacità tecnica.
Dal paese di Dimaro (da ammirare l’ardito campanile cinquecentesco della chiesa) seguendo le strade comunali sino alla frazione di Carciato. In prossimità di essa si percorre a destra una stradina asfaltata (crocefisso) che sale nella parte ovest della frazione (zona Senasega). Nell’abitato, si svolta a destra, tra ville di recente costruzione fino al termine della strada asfaltata dove inizia una stradina ciottolosa che sale in prossimità del bosco. Di qui, ancora a destra, al margine di alcune zone prative entrando nel bel bosco di abeti sino a giungere sulle rive del torrente Meledrio. Lo si attraversa sul caratteristico ponte in legno (zona attrezzata) incontrando la stradina sterrata che sale dalla Strada Statale n. 239. A sinistra, su pendenza moderata, in ambiente fresco e silenzioso, superando alcuni antichi manufatti (calcara per fare la calce) si giunge in prossimità del ponte sul Torrente Meledrio (cascata). Lo si attraversa salendo per ripida strada compatta con numerosi tornanti sino ad un tratto pianeggiante dove vi è un bivio con indicazione a destra per Pont del Pastin – Campo Carlo Magno; poco dopo un bel capitello dedicato alla Madonna, come quello che si incontra per primo salendo, si prosegue sulla strada, che adesso si fa più stretta, scavata sui fianchi dell’impervia gola, passando una piccola galleria fino a giungere ad un ponte di legno sospeso sulle spumeggianti e fragorose cascate del torrente Meledrio. La stradina ora si fa un po’ più ampia e sale il fondovalle seguendo le anse del torrente nell’ombroso e silenzioso bosco di abeti, sino a giungere nello spiazzo incolto della Malga di Presson posta un po’ più in alto (Loc. Pont del Pastin). Si prosegue ora sulla destra seguendo una larga strada sterrata che sale a fianco del pascolo per entrare poco dopo nell’ombroso bosco di giganteschi abeti sino ad un bivio. A destra si va alla Malga di Presson, a sinistra si prosegue con pendenza varia in direzione Passo Campo Carlo Magno. Il nome, che farebbe pensare ad un transito del famoso imperatore Carlo Magno fra l’VIII ed il IX secolo, fu in realtà inventato per il passo solo a fine 1800. Il paesaggio si fa più aspro e selvaggio con la splendida vista sulla Val di Centonia, da cui prende l’acqua potabile buona parte della bassa Val di Sole, e le cime che ne fanno contorno; prestando attenzione a rimanere sempre sulla destra, superata una barriera di accesso, la strada si fa più ripida passando vicino ad un piccolo capitello con sorgente e dopo alcuni tornanti si arriva nei pressi della Strada Statale n. 239 Madonna di Campiglio-Dimaro in Loc. Prà del Mazza. Rimane ndo a sinistra in leggera discesa ci si stacca dalla strada statale attraversando il torrente Meledrio per porsi sul versante opposto e di qui sempre a destra in breve si giunge allo spiazzo prativo della Malga Mondifrà (= Monte dei frati: in antico era un beneficio dei religiosi che custodivano l’ospizio di S. Maria in Campiglio - 1632 m.) posta proprio al di sotto delle pareti dolomitiche. Proseguendo in piano si rientra nel bosco per uscire sul pascolo in prossimità di un’ampia curva. Variante per Passo Grostè (vedi pag. 31). Abbassandosi leggermente sulla destra si segue un’evidente traccia di sentiero che sale sul pascolo e superando alcuni tratti ripidi con radici affioranti giunge a fianco dei campi da golf e delle residenze di Passo Campo Carlo Magno. Rimanendo a destra, seguendo la traccia della pista da fondo invernale tra piccole zone prative, si giunge in prossimità della Strada Statale n. 239 e del Residence Rio Falzè. Variante per Lago Malghette (vedi pag. 31). Poco prima di incrociare la Strada Statale si faccia attenzione, sulla destra, nel boschetto di abeti, ad un sentierino che discendendo tra gli alberi, attraversa il rio Falzè su un ponticello e prosegue parallelamente alla strada statale in direzione Dimaro sino ad incrociarla in prossimità di una curva. Sull’altro lato della strada si dirama una strada sterrata con indicazioni Malga Darè che si raggiunge dopo alcuni chilometri. (ottimo panorama sul Gruppo di Brenta). Superata, si entra in una zona paludosa, sconnessa e con poche indicazioni, ma evidenti tracce di passaggio ci conducono fino alla Malga di Dimaro (1662 mt). Di qui a sinistra per una strada sterrata prima con pendenza varia e poi forte, si sale compiendo alcuni tornanti sino alla località Malghet Haut (1861 mt. – impianti di risalita-bar/rifugio). Di qui a sinistra in direzione Monte Vigo – Rif. Orso Bruno seguendo la strada, che con pendenza varia, lungo i pendii a sud del Monte Spolverino porta al Rifugio Orso Bruno (punto ristoro e suggestivo panorama). Dal rifugio si discende per strada molto sassosa verso Malga Panciana, dove diviene più scorrevole e permette una veloce discesa incrociando la Strada Provinciale n. 206 di Marilleva. Percorrendo tale strada per circa 1 km si entra nei pascoli del Malghetto di Mestriago, dove compie un ampio tornante con magnifica vista sulla bassa Val di Sole; da qui una strada sterrata a destra si innalza gradualmente per circa 1 km attraversando alcuni rivi. Si prosegue dapprima in forte discesa a fianco della Malga di Almazzago e quindi con pendenza più moderata si giunge all’abitato di Costa Rotian ed in breve a Dimaro.

Sui Masi da Mont

Dislivello: 400 m circa
Lunghezza: 10 km
Valutazione: difficile
Tempo di percorrenza: un’ora
Questo breve percorso è un concentrato delle difficoltà riscontrabili nel mountain bike. Adatto a chi intende mettere alla prova i propri limiti.
Dall’abitato di Deggiano, con alcuni rustici dalle imponenti strutture lignee e la piccola ma bella chiesa della Ss.ma Trinità, nella sua parte più in alto, in prossimità di una fontana, una ripidissima strada sterrata sale in mezzo alle zone prative che contornano il paese. La strada, con pendenza al limite della ciclabilità entra nel bosco misto di latifoglie, abeti e larici. Qui, dopo un tornante, prosegue con pendenza meno accentuata sino agli incolti spazi prativi dei masi da Mont (in tempi preromani qui sorgeva un “castelliere” per la difesa delle vecchie case retiche). I masi presentano delle particolarità costruttive che ne fanno vere opere di architettura montana così come la tipica fontana in pietra al servizio degli stessi. Dalla fontana, a destra, superato un breve risalto, una traccia poco evidente si inoltra, in modo pianeggiante tra i terrazzamenti prativi in direzione degli abitati di Montés-Bolentina, sulle pendici sud-orientali del M. Camucina. Poco più in alto di un piccolo baito il sentiero entra nel bosco e superati alcuni rivi ed alcune discese tecniche in salita arriva ad incontrare una strada sterrata che sale poco più in alto dell’abitato di Montés (il paesino oggi quasi spopolato un tempo aveva pure una scuola elementare). La si percorre in discesa tra i terreni coltivati incontrando la strada asfaltata che da Montés sale alla Chiesetta di S. Valentino (del secolo XV; ma il campanile risale al 1200). Si discende all’abitato di Montés sino alla parte più bassa dove tra le ultime case, a destra, uno stradello entra in mezzo ai prati sino ad un bellissimo maso ristrutturato. Qui diventa sentiero passando in salita in mezzo alla boscaglia di noccioli, supera un piccolo ruscello ed entra nel bosco di larici con andamento sinuoso per poi impennarsi con un breve ma difficile tratto sino ad un limitato spiazzo. Qui ha inizio una stradina erbosa che in breve ci porta nuovamente all’abitato di Deggiano.

Sulle orme dei caprioli

Dislivello: circa 800 m
Lunghezza: 22 km
Valutazione: media
Tempo di percorrenza: circa 3 ore
Itinerario di media difficoltà ma che permette alcune variazioni di percorso. Ideale come allenamento per percorsi più difficili. Presenta alcuni tratti molto ripidi su strada compatta ed un breve tratto da fare con la bici in spalla. Ambiente ricco di acqua; da vedere: Cascatella di “Sas Pisador” e “Laghetto dei Caprioli”.
al centro sportivo di Mezzana seguendo il tratto di pista ciclabile sino a Fucine descritto a pag. 9 si arriva all’abitato di Ossana. In prossimità del suggestivo castello di S. Michele, ferrigna costruzione medievale, si sale, dopo aver superato la chiesa, dedicata a S. Vigilio e ricostruita nel 1500, con forte pendenza su strada asfaltata in direzione Val Piana. Superate le ultime villette la strada si fa sterrata e con pendenza costante ed alcuni ripidi tornanti giunge all’imbocco della Val Piana. La strada ora supera il bosco divenendo pianeggiante ed a fianco del torrente Foss entra nell’ampia conca prativa della Valle (bar-ristoro, area attrezzata).
Proseguendo a destra è possibile una deviazione di percorso seguendo le indicazioni per Malga Val Piana e da qui alla cascata “Sass Pisador” (è il vecchio nome solandro delle cascate) (km 4 – 1 ora circa). seguendo a sinistra, direzione Lago dei Caprioli, seguendo una larga strada sterrata che sale con pendenza moderata nel fitto bosco di abeti si giunge in discesa al parcheggio del Lago Caprioli – Fazzon. Il Lago, che non è naturale ma di sbarramento, è raggiungibile dopo un km per la strada asfaltata che sale da Pellizzano. Dal suggestivo lago si ritorna per la strada percorsa in andata superando il parcheggio in direzione Pellizzano sino alle ultime villette della Località Fazzon (prestare attenzione a destra alle indicazioni per Malga Fazzon Alta). Una strada sterrata, a tratti molto ripida sale alla Malga Fazzon Alta, la supera a sinistra in direzione Marilleva (indicazioni) dove ha termine dopo circa un km. Ora uno sdrucciolevole e sassoso sentiero obbliga il trasporto della bici a spalla per circa 300 metri sino ad incontrare la strada sterrata che proviene da Marilleva, stazione turistica attivissima specialmente in inverno. Dopo circa 500 metri a sinistra una tipica strada boschiva molto ripida ed in alcuni tratti ciottolosa ci riporta alla zona di partenza in prossimità del Centro Sportivo di Mezzana.

Il Giro dei Forti Austriaci

Dislivello: 800 m circa
Lunghezza: 32 km
Valutazione: difficile
Tempo di percorrenza: circa 4 ore
Itinerario in alta quota con passaggi tra i forti austriaci risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Splendide vedute sulle cime ghiacciate della Presanella. Itinerario molto suggestivo e ricco di soddisfazione su terreno vario.
Dal paese di Vermiglio si discende nell’ampio vallone di Stavel ed in prossimità dell’Agritur Volpaia si abbandona la strada asfaltata di fondovalle per seguire a sinistra una stradina sterrata che sale parallela ad essa in direzione di Velon, seguendo il tracciato che in inverno diventa pista da fondo. Dopo il ponte sul torrente Vermigliana si sale a sinistra in direzione del Maso Cadin, a fianco dei ruderi di antiche caserme militari della Guerra 1914-1918. Superati i masi, a destra per una stradina sino ad incrociare la strada sterrata che sale al Forte Tonale. La si percorre in discesa per 100 metri ed a sinistra si giunge in breve nei pressi della bella baita di Velon, superata la quale la strada sale gradualmente in direzione Passo Tonale, superando dapprima il torrente e quindi ancora in piano in mezzo ad alcune radure si giunge alla M.ga Pecè. Durante la prima guerra mondiale la malga era sede di un sotto-comando austroungarico. Le piante più vecchie che la circondano portano ancora le schegge delle granate italiane. Superata la malga la compatta strada, sovente attraversata da ruscelli, sale in mezzo al fitto bosco di abeti. Dopo alcuni tornanti il bosco si dirada permettendo una veduta sulla Valle e dopo alcuni ripidi strappi si giunge nei pressi della Strada Statale n. 42. Poco prima di essa si svolta sulla sinistra in salita in direzione della Località Cantiere Presena e dopo un km, sulla destra, si prosegue lungo un sentiero-percorso vita (“Sentiero della Pace”), attraversando i pendii e giungendo a Passo Tonale. (Consigliata una visita all’Ossario, costruito nel 1924, che racchiude i resti di 831 soldati che combatterono nella zona del Tonale; qui è il confine con la Lombardia, un tempo confine di Stato con il regno d’Italia). Si percorre la SS. N. 42 per un per un centinaio di metri fino alla biglietteria Skirama-Adamello Ski posta sull’altro lato della strada; da qui si imbocca una stradina, in alcuni tratti piuttosto ripida, in direzione M.ga Cadì – Ospizio San Bartolomeo (m. 1971 - l’ospizio costruito forse già dal 1127 e governato da un Priore, dava ospitalità e ristoro ai passanti) e di lì in piano nuovamente in direzione della Val di Sole lungo le praterie di alta montagna a cospetto delle imponenti cime ghiacciate della Presanella. In leggera discesa si giunge presso i ruderi dell’ ex Forte Mero (m. 1841 - area attrezzata), contornato da un bel bosco di larici, che con i Forti Tonale, Strino, Zaccarana e Pozzi Alti (costruiti tra la fine del 1800 ed i primi anni del 1900) costituiva la cintura di difesa dell’Impero asburgico, con numerosi cannoni, mortai e mitragliatrici. La strada prosegue con alcuni saliscendi per giungere ad un bivio dal quale a sinistra si può salire all’ex Forte Zaccarana (m. 2026 – 40 minuti circa) posto in posizione dominante sulle pendici del monte Tonale Orientale. Si ridiscende proseguendo oltre il bivio entrando nella Valle di Strino dopo una leggera discesa sino ad incrociare una stradina di fondovalle che porta alla M.ga Strino. (Possibile abbreviazione del percorso, imboccando la stradina in discesa verso la Strada Statale n. 42 e proseguendo per quest’ultima in direzione Vermiglio – consigliata una visita al ristrutturato Forte Strino posto sulla Strada Statale).
Si prosegue in leggera salita per un breve tratto sino ad un bivio a destra che porta a Masi di Strino-Malga Mezzolo, dopo aver attraversato il Rio Strino seguendo le pendici del Monte. Poco più in basso della M.ga Mezzolo (m. 1857) la strada discende in modo deciso attraversando alcuni rivi sino ad incontrare quella per Malga Verniana. Proseguendo a destra sempre in discesa si giunge sulla S.S. 42 e di qui in breve a Vermiglio. Prima di entrare in paese, si può dare un’occhiata al vecchio “Dazio” che operò per molti secoli al confine Ovest del Principato Vescovile di Trento.

Laghetti e fiori

Dislivello: 500 m circa
Lunghezza 10 kh
Valutazione: facile
Tempo di percorrenza: circa 3 ore
Itinerario breve ma suggestivo nel Parco Nazionale dello Stelvio tra zone di alto valore naturalistico con possibilità di avvistamento fauna selvatica.
Dalla località turistica di Peio Fonti si sale lungo la strada che porta al lago di Pian Palù per circa 1 km sino ad incrociare a destra la strada di servizio rurale che proviene dall’abitato di Peio Paese. La si percorre su pendenza moderata giungendo in centro al caratteristico paese di Peio (antichissimo, in quanto risale almeno all’età del bronzo) in prossimità della Chiesa di S. Rocco (di grande impatto emotivo il S. Cristoforo affrescato sul campanile della chiesa di fine ‘400. Di qui una ripida stradina sale ai margini del paese sino alla Loc. S. Rocco (che durante la prima guerra mondiale ospitò nel cimitero militare austro-ungarico più di cento salme; rimane a memoria la piramide di Schrott-Vorst, vegliata dall’aquila) posta in zona dominante nel rado bosco di larici. Di qui si prosegue per ampia strada sterrata che, costeggiando le vaste zone prative di Peio, conduce in prossimità della solatia piana del Lago di Covel, zona di notevole interesse botanico e faunistico. (km 6 circa). Precise indicazioni portano alla Malga alla località turistica di Peio Fonti si sale lungo la strada che porta al lago di Pian Palù per circa 1 km sino ad incrociare a destra la strada di servizio rurale che proviene dall’abitato di Peio Paese. La si percorre su pendenza moderata giungendo in centro al caratteristico paese di Peio (antichissimo, in quanto risale almeno all’età del bronzo) in prossimità della Chiesa di S. Rocco (di grande impatto emotivo il S. Cristoforo affrescato sul campanile della chiesa di fine ‘400.
Di qui una ripida stradina sale ai margini del paese sino alla Loc. S. Rocco (che durante la prima guerra mondiale ospitò nel cimitero militare austro-ungarico più di cento salme; rimane a memoria la piramide di Schrott-Vorst, vegliata dall’aquila) posta in zona dominante nel rado bosco di larici. Di qui si prosegue per ampia strada sterrata che, costeggiando le vaste zone prative di Peio, conduce in prossimità della solatia piana del Lago di Covel, zona di notevole interesse botanico e faunistico. (km 6 circa). Precise indicazioni portano alla Malga Covel situata poco più in alto del suggestivo laghetto. Dalla malga Covel si discende ora sino al limite della zona prativa ponendo attenzione ad un largo sentiero (n. 125) che si percorre sino a giungere nella stretta Val Cadini: in alto rumoreggia una spumeggiante cascata. Di qui, in discesa, su terreno sconnesso sino ad incontrare la pista da sci che si percorre per un breve tratto. Quindi a sinistra su una stradina pianeggiante che attraversa a mezza costa il bosco e le zone prative di Peio, congiungendosi con la strada di servizio rurale già percorsa in salita, e di qui in breve ritorno a Peio.

Il percorso delle cascate

Dislivello: 800 m circa
Lunghezza: 20 km
Valutazione: media
Tempo di percorrenza: circa 3 ore
Itinerario suggestivo nella parte alta della Val di Rabbi per gran parte nel territorio nel Parco Nazionale dello Stelvio. Il percorso permette di godere di un ambiente stupendo e ben conservato: cascate spumeggianti, torrenti, fonti termali, animali selvatici come caprioli, camosci, cervi. Una vera immersione in ambiente naturale alpino. Percorso vario, tecnico e ricco di soddisfazione.
Dalla località Poz di S. Bernardo si sale sul lato destro orografico del torrente Rabbies per una comoda strada sterrata sino al Ponte Pralongo in tipico ambiente alpestre della Val di Rabbi. Rimanendo sullo stesso lato, proseguendo oltre il Ponte, la strada diventa sentiero ben battuto che, a fianco delle “Ruaie”, una delle più antiche frazioni di Rabbi e dello spumeggiante torrente, ci porta sino al Ponte Casna incontrando una stradina asfaltata parallela alla provinciale n. 86 della Val di Rabbi sino alla Località Forni. A sinistra per stradina sterrata tra le prime costruzioni della località Bagni di Rabbi passando a fianco della bella e antica segheria veneziana ristrutturata dal Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio sino allo stabilimento termale di Bagni di Rabbi. (interessante una visita allo stabilimento con assaggio dell’acqua ferrugginosa – la scoperta e l’utilizzazione delle acidule risale agli ultimi decenni del 1600). Si prosegue ora in leggera salita su strada asfaltata in direzione “Plan” sino al ponte sul torrente dove, a sinistra, si notano le indicazioni per la Cascata del Ragaiolo. La strada sterrata, con pendenza moderata, sovrasta le zone prative del fondovalle e l’area attrezzata per campeggio estivo, sino ad arrivare al ponte della cascata. Una breve sosta gustando il fresco umido pulviscolo sollevato dalla cascata ci rinfranca per affrontare il tratto ripido di strada che conduce alla Malga Fratte Bassa. La strada boschiva, immersa nel fitto bosco di abeti, ha una lunghezza di 2 km e pur avendo il fondo compatto impegna notevolmente. La Malga Fratte Bassa, posta su di una spianata dominante offre un’ottima occasione per ammirare la Valle, le cascate, gli alti pascoli e le cime spesso innevate. Qui è necessario prestare particolare attenzione alle indicazioni sulla destra per Fontanino-Malga Stablasolo. Un sentiero attraversa il pascolo della malga sul versante nord per entrare poi nel bosco; il suo percorso è stupendo, ideale per chi ama la mountain bike con passaggi tecnici, il superamento di strette serpentine, brevi serie di scalini, veloci tratti in equilibrio, sino alla Loc. Fontanino. La zona, di particolare rilievo faunistico-ambientale per la presenza soprattutto di cervi e caprioli, impone il silenzio ed il massimo rispetto.
Dalla località Fontanino, chiamata così per la presenza di un’evidente sorgente di acqua ferrugginosa, si sale per strada sterrata sino alla Malga Stablasolo (consigliato assaggio latte e derivati e salumi tipici). Da qui meritevole una breve escursione a piedi (circa 1 ora) alle rinomate cascate di Saent.
Il ritorno avviene per lo stesso percorso sino al Fontanino e di qui su strada asfalta fino all’uscita del bosco in prossimità dell’abitato di Somrabbi. Prima di Somrabbi, a sinistra, si imbocca una stradina boschiva con alcuni saliscendi che sale costeggiando le alte zone prative della Valle fino alla Località Serra. Di qui la strada diviene asfaltata passando per le frazioni di Cavallar e Penasa ed in veloce discesa si giunge a S. Bernardo.

La via delle malghe nel Parco Nazionale dello Stelvio

Dislivello: circa 1500 m
Lunghezza: 22 km
Valutazione: per esperti
Tempo di percorrenza: 4 ore circa
Itinerario estremamente panoramico e ricco di soddisfazione, interamente nel Parco Nazionale dello Stelvio. Indicato per chi possiede un buon allenamento e notevoli capacità tecniche.
Dalla loc. Bagni di Rabbi, nota per le sue acque ferrugginose (utilizzate presso lo stabilimento termale) le cui proprietà terapeutiche furono scoperte verso il 1660, si sale su strada asfaltata in direzione Plan per circa 500 metri. Sulla sinistra si nota una strada sterrata che sale con indicazioni Malga Cercena. La strada si stacca dal fondovalle e gradualmente entra nel bosco di abeti con pendenza notevole e fondo molto compatto; dopo alcuni km la pendenza diminuisce entrando nei pascoli di fondovalle della Val Cercen. Si superano le località Fontanon (area attrezzata) seguendo le indicazioni per Malga Cercena, mentre sul versante opposto alcune stradine molto suggestive conducono alle Malghe Villar, Fassa e Monte Sole (sono fra le superstiti delle oltre 70 malghe della valle). Il percorso è ondulato ed ogni tanto si impenna con lunghi tratti ripidi. Si giunge quindi alla Malga Cercena Bassa e di qui a sinistra la strada si fa più stretta e meno frequentata fino ad arrivare in fortissima salita alla Malga Cercena Alta posta sul versante a sud del Monte Villar.
Qui ci si può rinfrescare alla bella fontana ed osservare l’ampio panorama, la Valle percorsa ed il Passo Cercena in alto. Il Passo è raggiungibile seguendo le indicazioni del sentiero n. 109 che per un certo tratto, pur con difficoltà, è percorribile rimanendo in sella. Raggiunto il rio che solca la Valle dobbiamo spingere la bicicletta per circa 1 ora sino a raggiungere il Passo, confine tra la Val di Rabbi e la Val di Peio. Il panorama è vasto, con bella vista sulle valli e sui vicini ghiacciai del Vioz-Cevedale. La zona è particolarmente interessante per l’avvistamento della fauna (marmotte, camosci, aquila) e per le numerose specie botaniche delle praterie d’alta montagna. È consigliabile, data la quota elevata, portarsi abbigliamento adeguato anche per i probabili repentini cambiamenti di tempo. A questo punto inizia la discesa versa Celledizzo per un sentiero ripido e tecnico (attenzione ai tornanti) dove è necessaria una discreta abilità tecnica nella guida della MTB. Si giunge quindi alla Malga Levi posta al limite della vegetazione arborea dove uno stradello porta alla Malga Borche e di qui nel fitto bosco di abeti sino all’abitato di Celledizzo.

Nella parte più selvaggia delle dolomiti di brenta la traversata in 2 giorni del monte Peller

Tempo di percorrenza: ore 6
Difficoltà: itinerario lungo e impegnativo
Lunghezza totale: km 45
Dislivello totale: 1550 m
Note: Dopo una notte in Rifugio, una visita al Pian della Nana, paradiso di camosci e marmotte fra montagne selvagge e poco frequentate nelle quali si muovono anche gli orsi bruni del Trentino.
Si tratta di un itinerario fra i più suggestivi per i diversi ambienti alpini toccati, dalle fitte e ombrose abetaie sui versanti della Val di Sole alle praterie alpine, regno delle marmotte, attorno al Monte Peller, alle foreste di latifoglie sui versanti meridionali. Nei primi mesi estivi regala inoltre lo spettacolo delle fioriture alpine. Dato l’impegno notevole, per lunghezza e dislivello, il percorso può essere spezzato in due tappe pernottando al rifugio Peller aperto dal 20 giungo al 20 settembre. In questo caso è vivamente consigliata la salita a piedi alla sommità del Peller lungo il sentiero (alcuni tratti sono attrezzati con cordini metallici) che parte dal rifugio. In queste zone, racchiuse nel Parco Naturale Adamello Brenta, abitano anche gli orsi bruni del Trentino.
In sella al mbt, lasciata Malè (capoluogo della Valle di Sole) si scende verso il torrente Noce e si segue la pista ciclabile fino al ponte di Mostizzolo, costruito sulla selvaggia forra del corso d’acqua nel quale d’estate si cimentano gli amanti del raftingt. Si pedala sulla statale a Cles e dal centro abitato seguendo le indicazioni per il Ristorante Bersaglio, s’inizia a risalire la montagna con pendenze sempre comodamente pedalabili per una decina di chilometri fino alla località Verdè e successivamente con alcuni strappi alternati a tratti pianeggianti, s’arriva a Passo Fraine e Prà del Termen. Ancora pochi chilometri, ormai dominati dalla mole del Peller, ed eccoci al Rifugio, meritato traguardo della prima giornata.
La seconda parte dell’itinerario regala paesaggi ed atmosfere unici nella stupenda Val Nana, paradiso di camosci e centinaia di marmotte, sterminato pascolo e porta d’accesso alla parte più selvaggia delle Dolomiti di Brenta. La strada dal Rifugio conduce a Malga Tassulla (possibilità di ristoro) e quindi per il pascoli si punta verso l’evidente Passo della Forcola dal quale si raggiungono poi alle Malga Cleserae e Malga Selva dove s’imbocca la strada forestale seguendo le indicazioni per Capanna Mezol. Brevissimo tratto in salita e quindi ultima picchiata lungo il versante della Valle di Sole fino a Molini di Terzolas e quindi la pista ciclabile per rientrare a Malè







Passione per la montagna



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