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Val di Ledro

Salite nei boschi

Dai vari paesi della Valle di Ledro si può accedere a numerose valli laterali o a malghe in quota percorrendo sentieri e strade forestali immerse nei boschi delle Alpi di Ledro.
Itinerario di facile individuazione e percorrenza è quello per la Malga Cita: da Molina si prende la circumlacuale "meridionale" (ovvero non quella su strada statale) e, poco dopo, si svolta a sinistra proseguendo fino alla malga (traccia 419, km 3.5 circa). Un altro itinerario, tuttavia da percorrersi in compagnia e con una buona cartina a disposizione in quanto più impegnativo da seguire, è quello che porta da Tiarno di Sotto a Passo Giovo (dislivello da 744 a 1298 per chilometri 5 circa dalla strada statale): una strada forestale ed un sentiero salgono fino al Passo Giovo. Questo itinerario, leggermente complesso, offre panorami sulla Valle di Ledro e sulla Valle del Chiese ed il Gruppo dell'Adamello.
Da Bezzecca, paese reso celebre dagli eventi delle guerre di indipendenza (proprio qui Garibaldi mandò il telegramma "Obbedisco" all'allora Re d'Italia), si entra in val di Concei e si sale fino alla Malga Trat (metri 1753, circa 8 km) attraverso i paesi di Enguiso e Lenzumo (dove si svolta a destra incominciando a salire con decisione). A Lenzumo è inoltre possibile proseguire senza svoltare ed addentrarsi nella Valle di Concei fino alla Malga Guil (1440 mslm, circa 6 km da Lenzumo).

Passo d’Ampola

Da Storo, principale centro della Valle del Chiese, parte una gradevole salita che porta fino alla Valle di Ledro. Pochi chilometri di una salita non difficilissima ma mai banale.
La pendenza media del tratto Storo-Passo d'Ampola è di circa il 3%: si sale infatti da 400 a 750 metri circa.
Questo dato è però ingannevole: appena fuori da Storo la strada si impenna per circa 4 km di tornanti e salita impegnativa che conducono in un orrido canyon che si apre improvvisamente poco prima del Passo d'Ampola (metri 770, km 8). La salita si affronta anche lungo una via secondaria che partendo sempre da Storo arriva al laghetto d'Ampola seguendo una forestale ed un sentiero. I km totali sono dieci ma la salita è concentrata nel secondo tratto, in quanto il primo è un semplice avvicinamento ai piedi della salita. Percorrendo la statale è bene evitare le ore centrali in quanto la strada è abbastanza esposta a sud-ovest ed in caso di "solleone" ciò può rappresentare un problema.

Strada del Ponale

Itinerario panoramico ma da percorrere con tutte le attenzioni: varie gallerie infatti costellano la salita della vecchia strada per la Val di Ledro. E' da dire, però, che l'apertura di una nuova strada ha raccolto il traffico, rendendo meno insidioso questo tracciato ora chiuso al traffico. I chilometri da percorrere sono 14.5 da Riva del Garda a Pieve di Ledro per un dislivello di 550 metri circa.
La risalita lungo la valle scavata dal torrente Ponale incontra Biacesa (metri 415) dopo 7 km e subito dopo Pre di Ledro (paese dove non si vede il sole da novembre a febbraio) e poi, dopo qualche tornante, si raggiunge Molina ed il Lago. La statale costeggia dunque il lago ed in sostanziale pianura giunge fino a Pieve. Poco dopo Biacesa si può entrare in Prè e seguire strade secondarie che evitano il traffico della statale.
Questa strada, come detto ora poco frequentata e chiusa alle auto, risale al 1851 quando fu ultimata dopo quattro anni di lavorazione ed andò a sostituire l'insidioso tracciato, ripido e sconnesso, che portava dalla Valle al Porto del Ponale da cui poi ci si imbarcava per Riva. Una comunicazione così difficile con l'importante centro gardesano ha per secoli bloccato l'economia della Val di Ledro: la vecchia strada era così disagevole che nemmeno i carri potevano percorrerla e le merci erano trasportate dai muli.
Così su progetto di Giacomo Cis di Bezzecca iniziarono i lavori: curve a stretto raggio, tre gallerie ed andamento tortuoso sono le principali caratteristiche di questa strada, senza dubbio molto affascinante per gli scorci sul Garda che regala.

Val di Concei

Bell'itinerario circolare che si può attaccare dalle più varie località sia del Lago d'Idro, della Valle del Chiese, delle Giudicarie e della Valle di Ledro.
Sono infatti queste le aree toccate dai 54 km di questo itinerario.
Fissiamo Pieve di Bono come punto di partenza, a 514 metri di quota. Si sale in sedici chilometri fino a Malga Cadria, metri 1914: la salita è impegnativa su asfalto e poi sentiero, sempre ripida.
Da Pieve di Bono si seguono le direzioni Por, Forte Carriola e poi Deserta e Malga Ringia (km 12, metri 1400). Nei pressi della malga finisce l'asfalto e si incomincia a salire, con pendenza media superiore al 12%, su mulattiera e poi sentiero pedalabile per ulteriori quattro chilometri.
La malga si raggiunge dopo aver risalito una scala in pietra e costeggiato un laghetto.
Si scende fino a Bezzecca prima su una ripida mulattiera sconnessa (malga Vies, metri 1522 km 25, nove di discesa), su stradina a sfondo bianco oltre malga Vies (sinistra) e poi su asfalto.
Giunti a Bezzecca (metri 700, km 42) si entra sulla statale della Valle di Ledro scendendo a Storo e poi risalendo a Pieve di Bono.
Un interessante deviazione è la discesa a Storo lungo uno sterrato che si imbocca presso il Laghetto d'Ampola: si sale a Malga Stigolo su sterrato e poi su sentiero fino a scollinare.

Passo Tremalzo

L'ascesa al Passo del Tremalzo è sicuramente una delle salite più affascinanti ed impegnative della Valle di Ledro e l'itinerario proposto offre di pedalare per svariati chilometri sui crinali dello spartiacque tra la Val di Ledro ed il bacino del Garda.
Dalla valle si segue la strada statale fino a superare Tiarno di Sotto (km 0, metri 730): nei pressi del Passo d'Ampola (km 5.5, metri 750) si svolta a sinistra per attaccare la salita del Passo. La salita propone subito pendenze impegnative e vari tornanti. Punti intermedi riconoscibili lungo il percorso sono la Chiesetta di Santa Croce, la malga Tremalzo di Sotto (metri 1430) e la conca di Tremalzo. Continuando nella salita su una strada che si fa più stretta negli ultimi chilometri (evocando per i più sensibili le mitiche sedi stradali ristrette dei più prestigiosi arrivi in salita di Tour e Giro) si raggiunge l'albergo Garda (km 18, metri 1670). Chi arriva in bici da corsa può scendere dai pedali e prepararsi al rientro lungo il medesimo itinerario mentre ai bikers si prospetta anche un'altra soluzione: a questo punto, infatti, l'asfalto lascia il posto ad uno sterrato molto divertente ma altrettanto insidioso. Si supera dunque una buia galleria rocciosa e si apre un'ampia visuale sulle zone del Garda (km 20, metri 1700).
La discesa è molto suggestiva ma non bisogna farsi distrarre dal panorama in quanto la strada è abbastanza pericolosa, seppure molto divertente (occhio ai canaletti che quasi ritmicamente fanno sobbalzare la bici ed a qualche piccola e buia galleria). A Passo Nota (metri 1208, km 27) si potrebbe scendere direttamente verso sinistra per indirizzarsi verso la Valle di Ledro (Molina dista solo 7 km di discesa su sentiero) mentre continuando sulla destra si scenderebbe in Val di Bondo e poi al Lago di Garda.
Si può invece proseguire per qualche chilometro fino al Passo Guil (km 32), poco evidente in quanto valico prativo, e di lì ci si butta in picchiata su Prè di Ledro (km 38, ma la discesa Guil-Prè fa quasi 800 metri di dislivello in 6 km) da cui poi si torna a Tiarno lungo la statale della Valle di Ledro.

Rampiledro

Quarantacinque impegnativi chilometri e millecinquecento metri di dislivello nel tracciato dell'ultima Rampiledro. Si tratta di un bel tracciato, molto panoramico che corre sullo spartiacque tra la Valle di Ledro e le valli laterali del Garda.
I primi chilometri sono su asfalto e conducono da Pieve di Ledro (metri 660) a Molina sulla riva destra del Lago: il percorso è subito vivace con una salita di qualche centinaio di metri per superare, al 12.8% di media, il Dos de Pur.
Scollinati a Dos de Pur, km 1.8 ed a 755 metri slm, si incontrano due bivi: al primo diritti, al secondo a destra per scendere su un'agevola strada sterrata sino a Molina, km 5.5.
Questo primo tratto permette di ammirare suggestivi scorci sul Lago di Ledro.
Da Molina zona lago si gira a desta percorrendo una salita di circa 750 metri al 10% di pendenza. Breve tratto sterrato, un altro tratto acciottolato e si svolta a destra per tornare sull'asfalto sino ad un incrocio a quattro vie. Girando a destra si affronta il primo e più severo tratto sterrato con pendenza anche del 16,3% superato il quale le pendenze si fanno meno dure.
Quattro tornanti al km 8.1 con altri due chilometri prima di una breve discesa, soli cento metri. Il seguito è di nuovo in salita, ancora impegnativa, e tenendo sempre la destra si affrontano due tratti in salita al 13 e 15%.
Un continuo saliscendi caratterizza il percorso tra il km 12.5 ed il 15.2 sino ai 1204 metri di Passo Nota dove si prende un tracciato militare che su pendenza costante al 9% porta sino a Cima Marogna, metri 1843, km 23. Tutto questo tratto è caratterizzato da un bel panorama sul Lago di Garda prima ed in seguito sui verdi declivi delle vallate disabitate che vi discendono. In seguito, oltre la cima Marogna, il panorama si apre sulla Valle di Ledro e sulle Alpi di Ledro.
Galleria oscura ed è discesa prima sterrata poi asfaltata sino al km 27 quando in prossimità del Rifugio Garibaldi (metri 1520) si gira a destra per affrontare due chilometri di salita sterrata sino ai 1630 metri di quota per poi scendere in discesa, prima su sterrato poi su sentiero molto tecnico sino ad una nuova mulattiera in cemento molto ripida ed impegnativa. In breve si è a Tiarno di Sopra, dove, in località Scarpi, si prende una stradina di campagna. Al km 36, dopo quasi un chilometro di questa stradina, si rientra sulla statale per soli 100 metri prima di girare a destra e percorrere una strada asfaltata parallela alla statale sino a rientrare a Pieve di Ledro, km 40.5.

Per le alpi di Ledro “sospesi” sul lago di Garda

Tempo di percorrenza: ore 4.45
Difficoltà: itinerario impegnativo per il dislivello e sviluppo
Lunghezza totale: km 50
Dislivello totale: 1460 m
Note: Lungo il tracciato della Ledrobike, fra trincee della Grande Guerra, passando per Prè il paese che ogni febbraio dedica una festa al sole ritornato a scaldare i tetti dopo un’assenza durata tutto l’inverno.
Il tracciato è classificato difficile per la lunghezza e il dislivello, non per le difficoltà tecniche dato che si sviluppa su stradine e cararecce totalmente pedalabili. La partenza avviene da Molina di Ledro, dove si può visitare il Museo delle Palafitte sede distaccata del Museo tridentino di scienze naturali. Seguiamo la strada che costeggia il Lago dopo aver preso la direzione Pur fino ad un tornate in salita dove si abbandona la strada principale proseguendo lungo un viottolo sopra le rive dello specchio d’acqua. Poco dopo si ritorna sulla statale all’altezza di Pieve di Ledro e si prosegue fino a Bezzecca, Tiarno di Sopra e di sotto, il lago d’Ampola; poco dopo, al Passo omonimo, una segnalazione propone sulla sinistra la provinciale per il Passo Tremalzo (11 km con una pendenza media del 7 per cento).
Dal valico alpino, ottimo punto panoramico sulle montagne del Gruppo dell’Adamello e sul Garda, si percorre una vecchia strada militare (assieme a numerose trincee è testimonianza della Grande Guerra in una zona che fu di fronte fra Italia ed Austria) fino alla Bocca di Val Marza e quindi la cresta di Monte Tremalzo e Monte Carone. Una serie di tornanti in discesa e altri tratti spettacolari portano a Passo Prà della Rosa e Passo Nota; al vicino bivio per Tremosine – Limone, superato un ponticello si affronta l’ultima salita verso Passo Bestana badando alle indicazioni “Guil, Bocca Fortini, Baito Segala“. Con alcuni saliscendi su terreno ondulato e bellissimi scorsi si raggiungono Passo Guil e la Malga di Vil per poi scendere verso la conca di Leano e da qui su un ultimo tratto selciato piuttosto ripido (prestare attenzione) si raggiunge il promontorio della Madonna del Cinale sopra l’abitato di Pre di Ledro. Questa località, incassata nella profonda valle, da novembre a febbraio non è mai raggiunta dal sole: ed ogni quando, ai primi di febbraio, con una solenne e secolare festa si saluta il ritorno della bella stagione quando il primo raggio caldo torna ad accarezzare le case dopo mesi di buio. Da Pre un ultimo tratto in salita verso Molina di Ledro conclude il nostro percorso.







Passione per la montagna



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