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Storia della bicicletta

Il disegno più antico dell’antenato della bicicletta risale al 1490 circa ed è attribuito ad uno degli allievi di Leonardo Da Vinci, ma per vedere il primo modello di rudimentale bicicletta bisogna aspettare il 1791, quando il conte francese Mede de Sivac costruì due ruote collegate ad un telaio di legno rigido sulla quale ci si poteva montare a cavalcioni e ci si poteva spostare camminando da seduti. Era senza sterzo, questo fu ideato nel 1816 dal tedesco Karl Friedrich Christian Ludwig Freiherr Drais von Sauerbronn. I pedali comparvero nel 1839 in scozia da Kirkpatrick MacMillan, il sistema rendeva più facile e veloce lo spostamento da un luogo all’altro. Fino adesso le ruote erano costruite in legno o in metallo, soltanto dai fratelli Hanlon, nel 1868 furono brevettati a New York degli anelli in gomma intorno alle ruote per renderle meno rumorose e più aderenti al terreno. I primi veri pedali montati direttamente al mozzo della ruota anteriore furono inventati dai fratelli francesi Ernest e Pierre Michaux, nel 1861. 5 anni più tardi l’inglese James Starley inserisce una grande ruota anteriore che poteva raggiungere i 2 metri di diametro, con i primi raggi di spilla metallica sotto tensione, quest’ultimi inventati l’anno precedente da W.F.Reymolds e J.A.Mays. Questo biciclo ebbe un enorme successo, ma era molto difficile e pericoloso guidarlo per molte ragioni: era faticoso e pericoloso salire, scendere, raggiungere una velocità adeguata per mantenere l’equilibrio, era senza freni e il peso del conducente era sbilanciato in avanti; così a quei tempi comparvero le prime scuola guida. Nel 1866 comparvero le prime gomme piene applicate ai cerchioni delle ruote in legno e i primi telai in tubi di ferro. Nel 1868 un orologiaio di Parigi, A.Guilmet, fece costruire da un meccanico, E.Meyer, un velocipede con trasmissione a catena sulla ruota posteriore non avendo molto successo. Ma negli anni successivi ci lavorarono altre persone, ricordiamo Vincent, Sargent, Shergold, Lawson, Singer, John Beale, Rousseau. Con vari studi e perfezionamenti non era più necessario che la ruota anteriore fosse gigantesca, così la bicicletta torna alla sua forma originaria, con le ruote uguali. Nel 1880 Hans Renold inventa la prima catena a rulli, sinonimo di grande elasticità d’utilizzo, attrito debole e affidabilità garantita. Nasce nel 1884 da John Kemp Starley, nipote di James, la “Rover”, la prima bicicletta venduta sul mercato inglese, dotata di un telaio a trapezio, molto simile a quello dei giorni nostri. Poi ci fu una vera e propria rivoluzione nei pneumatici. Nel 1885 Goodyear scopre per caso il processo di vulcanizzazione della gomma, osservando un miscuglio di lattice e zolfo caduto su una stufa; il lattice assume una durata e resistenza che può essere impiegata in vari campi, come la creazione di pneumatici per veicoli. Nel 1888 grazie al contributo di G. John Boyd Dunlop si deve l’invenzione della camera d’aria, molto più comoda delle gomme piene, e nel 1891 Edouard ed André Michelin ebbero l’idea di dividere il pneumatico in due parti: una camera d’aria in caucciù munita di valvola inserita in un tubo più grosso e resistente. Grazie a questi perfezionamenti furono organizzate le prime competizioni ciclistiche. Nel 1898 la “New Departure Company” installa mozzi forniti di retro-pedale alla bicicletta che produce. Agli inizi del 1900 J.J.H.Sturmey e J.Archer sviluppano e commercializzano i loro famosi mozzi a meccanismo “interno” di cambiamento di velocità. Fino ad allora il cambio era formato da 2 pignoni posti a lato della ruota e 2 pignoni invertiti a lato del pedale, per garantire costante tensione alla catena. All’introduzione della ruota libera, nel 1895 Jean Loubeyre inventa il primo deragliatore, dove in seguito i successivi sviluppi portarono alla commercializzazione a larga scala fino al 1937 dove gli organizzatori del Tour de France acconsentirono l’uso regolamentato delle biciclette col cambio. Altre date da ricordare: dal 1933 Tullio Campagnolo inventa il cambio a bacchetta e un tipo di bloccaggio rapido per ruote; 1957 Shozabaro Shimano produce il cambio interno a 3 velocità. Da quel momento in poi la bicicletta non ha più subìto particolari mutamenti ed ha conservato la struttura del telaio a doppio triangolo e la trasmissione a catena; al contrario, lo sviluppo ha perfezionato gli elementi già presenti e arricchito la bici di nuove comodità come il freno a disco e gli ammortizzatori. In seguito a questa storia, furono inventate altre biciclette specifiche per vari scopi, come la mountain bike, bmx, il tandem e tante altre.







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