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Trento e dintorni

Anello intorno alla Marzola

Tempo di percorrenza: ore 3.30
Difficoltà: itinerario medio
Lunghezza totale: km 26,5
Dislivello totale: 960 m
Note: solcando i versanti della montagna fra la Valle dell’Adige e la Valsugana, questa pedalata offre un costante panorama su paesi e città delle due vallate, sulle catene montuose del Lagorai e del Bondone.
La Marzola, montagna che si innalza a oriente di Trento, è percorsa da una fitta rete di strade forestali e vecchie carrerecce militari che la rendono terreno particolarmente frequentato dai molti trentini appassionati di mountain bike. Collegando questi tracciati è possibile compiere l’intero giro del massiccio, spostandosi tra la Valle dell’Adige e la Valsugana. Si parte da Passo del Cimirlo raggiungibile da Povo (sobborgo di Trento), percorrendo la strada per il rifugio Maranza per circa 250 metri. Presso una curva destrorsa, si imbocca una evidente mulattiera in salita che poco dopo spiana di colpo: tenendosi sotto una radura con una edificio abbandonato si prosegue superando alcuni strappi che costringono a smontare di sella. Ad un bivio dopo circa 2,3 km si segue la curva verso sinistra in discesa e poi dopo un altro tratto ripido si raggiunge la piccola distesa di malga Tomba 923 m con il faggio secolare inserito nei “Monumenti naturali del Trentino”.

In discesa per altri 100 m fino ad una forestale da seguire in salita arrivando così ad un altro vecchio edificio e poi ad un grande prato da attraversare fino al margine opposto per imboccare uno stretto viottolo sopra un rigagnolo. Si arriva all’incrocio con una mulattiera da seguire in salita fino a trovare un tratturo a fondo sassoso in discesa; passando accanto ad una baita abbandonata, si raggiunge la strada che sale da Susà di Pergine verso il ristoro Alpino Marzola, dal quale si prosegue alla località Piani di Vigo. Percorrendo un tratto delimitato da staccionate in legno si ammirano la Panarotta e l’Alta Valsugana, da un nuovo versante della montagna posta proprio all’imbocco della valle salendo da Trento.

L’itinerario prosegue quindi in direzione sud attraversando il fianco orientale della Marzola su tratti pianeggianti e poi in discesa, lungo un ripido e incassato tratturo. Raggiungiamo i Piani di Castagnè, paesino frazione di Pergine Valsugana, poi presso uno slargo si imbocca una strada forestale (all’altezza di una curva), da seguire fino al piccolo ponte sul Rio Rombonos. Da qui si scende a Vigolo Vattaro e poi si sbuca sulla statale della Fricca da seguire in direzione di Trento fino alla tabella di Via Fontanelle (Croce in pietra). Seguiamo in salita il tracciato e dopo le ultime attraverso alcune case entrando nel bosco e seguendo le indicazioni per il Rifugio Maranza (capitello in legno) fin dove la strada si interrompe. Spingendo la mbt, si percorre un sentiero segnalato che, offrendo anche il panorama sulla città di Trento e le cime del Monte Bondone, permette di raggiungere il rifugio Maranza dal quale una bella discesa riporta a Passo Cimirlo.

Il Monte Bondone, Mezzavia Viotte Malga Albi Garniga

Tempo di percorrenza: ore 4.30
Difficoltà: itinerario impegnativo per il dislivello con la “leggendaria” salita da Trento al Bondone.
Lunghezza totale: km 40
Dislivello totale: 1400 m
Note: Una vera e propria “scalata” in sella da Trento (quasi come al Giro d’Italia) per la Conca delle Viote ed il paese diventato famoso per i bagni di fieno.
Sul Monte Bondone, l’ “Alpe di Trento”, i percorsi per la mountain bike sono numerosi grazie alla presenza di una articolata rete di strade forestali su ogni versante della montagna: questo itinerario tocca tutti i versanti, offrendo una varietà di panoramiche e ambienti davvero completa e propone inoltre la salita dalla città, una “scalata” entrata nella storia del Giro d’Italia dopo la leggendaria tappa del 1956 vinta sotto la neve (in giugno!) dal grande campione Charlie Gaul. Sono possibili inoltre diverse alternative per rientrare a Trento. Ai piedi del Doss Trento, il parcheggio del piazzale delle Divisioni Alpine lungo l’ex statale 12 della Gardesana occidentale è il punto di partenza: imboccata via Brescia dopo un centinaio di metri si gira a sinistra all’altezza della Ca’ dei Gai per imboccare una erta salita sull’antica strada per l’abitato di Sardagna che si raggiunge alternando alcuni tratti sulla strada asfaltata e su scorciatoie sterrate.

Superate le case del paese, si riprende la provinciale e dopo l’ultimo di sette caratteristici tornanti in rapidissima successione, si imbocca una strada sterrata verso Maso Campioncino che sbucherà sulla strada provinciale che sale da Sopramonte. La seguiamo fino al bivio per Malga Mezavia (segnalazioni) che raggiungiamo percorrendo una comoda strada forestale in gran parte pianeggiante, transitando per Malga Brigolina (locale agritur). Da Mezavia si continua in salita su una strada forestale spostandosi verso ovest sopra i masi di Sopramonte e la sella presso il Col Castion che si trova su un nuovo versante dal quale si ammirano i Gruppi di Brenta e dell’Adamello. Proseguendo per un tracciato ondulato, alla località Lavachel si percorre una strada sterrata verso la spettacolare conca delle Viote.

Al centro della grande piana, le segnalazioni consentiranno in pochi minuti di raggiungere un piccolo parcheggio dal quale inizia il sentiero alpinistico per le Tre Cime: a questo punto si prosegue verso est per una carrereccia che tocca anche le ex caserme austriache (Grande Guerra) oggi sede del Centro di Ecologia Alpina. Siamo a questo punto su un nuovo versante del Bondone, quello affacciato a balcone sulla Valle dell’Adige e sempre per la comoda strada a fianco del complesso, dopo aver superato alcune aree di sosta attrezzate (I Fogolari) incontriamo l’indicazione per Malga Albi – Garniga (locale agritur) e proseguire quindi attraverso i prati di Perdiana. Quindi si imbocca una carrareccia in discesa che sbuca sulla provinciale sopra le case di Garniga Nuova, centro termale conosciuto per i bagni di fieno. Dal paese si può scendere al fondovalle e far ritorno a Trento lungo la provinciale ad Aldeno (quindi via Romagnano, Ravina), oppure scegliere –per raggiungere Aldeno - la vecchia mulattiera attraverso la valletta di Zobbio (frazione di Garniga). Un’altra via di rientro sicuramente più difficile, ma anche più spettacolare, è il vecchio sentiero detto “Guardaocio” (colpo d’occhio), discesa impegnativa fino all’ex forte austriaco che sovrasta l’abitato di Romagnano e che richiede concentrazione specie su un ripidissimo tratturo selciato.







Passione per la montagna



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