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Val di Non, Maddalene

Sul Roen, tra val d’Adige e val di Non

Tempo di percorrenza: ore 3
Difficoltà: itinerario medio
Lunghezza totale: km 24,5
Dislivello totale: 865 m
Note: Percorso fra le fitte abetaie dell’alta Valle di Non con la possibilità, da non trascurare, di raggiungere la vetta del Roen ammirando un panorama a 360 gradi sulle vette del Trentino Alto Adige.
Il Roen, meta dell’itinerario, è una montagna belvedere fra le più interessanti del Trentino: collocata in una posizione baricentrica, incombe sulla Valle dell’Adige e dalla sua cima si può spaziare con lo sguardo a 360 gradi sulle più alte vette del Trentino Alto Adige. Nell’alta Valle di Non non mancano gli itinerari di mtb ed escursionistici che si sviluppano attraverso le grandi foreste dei suoi versanti. La salita proposta in mtb non è di quelle cosiddette “spaccagambe” e pertanto adatta anche da chi non è molto allenato, oppure all’inizio di stagione.
Si parte dal centro di Amblar e in prossimità del Municipio si seguono le indicazioni per il Rifugio Malga di Romeno su una strada sterrata che si segue ignorando le eventuali deviazioni fino a Bocca delle Valli. Da qui si prosegue nel bosco (sinistra) e poco dopo si raggiunge la Malga dove c’è possibilità di ristoro. Vale la pena di lasciare il mbt per salire in una ventina di minuti a piedi, alla cima del Monte Roen. Per la seconda parte dell’itinerario, caratterizzata da numerose deviazioni con saliscendi, dalla Malga s’avvia la discesa seguendo alcune carrerecce e tracce di viottili ottimamente segnalati nella chiarissima cartina del percorso distribuita dall’Apt della Valle di Non passando per le Malghe di Amblar, Don e Sanzeno con alcuni tratti in salita. La discesa, sempre nei boschi, si conclude nell’abitato di Don su una agevole strada forestale: dal paese, in poche pedalate, si raggiunge il punto di partenza.

San Romedio

Da Coredo (metri 830) si parte per questo itinerario di venti chilometri attraverso il Santuario di San Romedio e la selvaggia Val Verdes. Si sale leggermente a Tavon (km 2, metri 860) per scendere (inizia lo sterrato) al Santuario (metri 735, km 4.3): qui, intorno all'anno 1000 Romedio, giunto per visitare i luoghi di sacrificio di alcuni missionari cristiani, rimase colpito da tanta devozione e decise di ritirarsi in eremitaggio. Nel momento della sua morte fu edificata una cappelletta attorno alla quale ne furono costruite altre: il risultato è una costruzione ardita, unica in Europa.
Dal Santuario si torna indietro fino al bivio e si segue direzione Val Verdes: si riprende a salire (tenere la sinistra nei pressi di un parcheggio) fino a giungere al km 11.5 alla vetta del percorso -Località Larici metri 1155 - oltre la quale si gira a sinistra al primo bivio per attaccare la discesa.
Durante l'ascesa si costeggia sempre il Rio Verdes, ignorando le deviazioni che se ne allontanano. Sempre durante la salita, al km 9.2, si attraversa il Rio nei pressi di un interessante gruppo di mulini (ruderi). La Baita 7 Larici segna il punto più alto e si incomincia a pedalare in pianura: girare a sinistra nei pressi di un parcheggio ed a destra al km 12 verso una strada forestale con stanga. Poco dopo si raggiunge una pizzeria nei pressi della quale si gira a destra e subito dopo a sinistra. Non si scende a Sfruz ma si prosegue verso una segheria davanti alla quale si gira a destra per tornare nei pressi di un campo di pattinaggio. Appena lo si supera si incontrano due bivi: al primo dritti, al secondo a sinistra. E' facile ora scendere seguendo le indicazioni dei laghi che portano nei pressi del punto di partenza.

Predaia

Itinerario che sale da Predaia fino alla Malga Coredo Vecia, dislivello di 500 metri da coprirsi in 12 km attraverso boschi e prati molto estesi. Dal parcheggio di Baita 7 Larici (metri 1100) si prende per rifugio Predaia passando per rifugio Sores fino a giungere al Predaia, km 5 metri 1440. La nuova direzione da seguire è Malga Rodeza e poi Malga Coredo. Si sbuca sulla strada principale della zona che si prende in salita, cioè verso sinistra. Al km 12.5 si arriva alla Malga Coredo Vecia (metri 1622) dove finisce la salita ed incomincia un'altrettanto impegnativa discesa. Ripido sterrato a destra della malga e poi sempre più facile fino a 7 Larici (km 19).

Passo Mendola

Dalla val di Non la salita al Passo si presenta poco impegnativa. Da Cles si raggiunge prima Fondo (km 18) e dal paese del Lago Smeraldo si imbocca la salita che in otto chilometri supera il dislivello di quasi 400 metri. La salita è spesso avvolta in suggestivi boschi di conifere e sbuca al Passo dove si respira già aria altoatesina e da dove si può ammirare un vasto panorama sulle Alpi del Sud Tirolo.

Passo Palade

E' un Passo che come il Mendola non nasconde insidie particolari per i più allenati ma è senza dubbio un bel terreno per una tranquilla sgambata. Raggiunto Fondo (18 km da Cles) si prosegue per 7 km per varcare il confine con la provincia di Bolzano ed altri 6 km circa prima di valicare il Passo. Al valico si è a quota 1500 metri.

Lago di Tovel

Da Cles si raggiunge in pianura l'abitato di Tuenno. Da Tuenno, 650 slm, si imbocca la strada che si segue fino alla fine: il Lago di Tovel, che fino a pochi anni fa era celebre per la purpurea colorazione delle acque, dovuta ad una particolare specie vegetale. Il lago dista 11 tranquilli chilometri di salita leggera (quota: 1180 metri). Oltrepassato il lago si può procedere ancora per qualche centinaia di metri fino alla Malga Pozzol di Flavonia.
Il ritorno è possibile solo lungo lo stesso itinerario di salita. Addentrandosi in Val di Tovel si sale trai boschi verso il Gruppo delle Dolomiti di Brenta (zona destinata a parco), un eccezionale gruppo montuoso dominato dalle cime Tosa e Crozzon di Brenta, alte oltre i 3000 metri.

Forcella di Brez

Salita costante al 10% quella che porta da Cloz (metri 790) alla Forcella: tra le coltivazioni di mele e passando per il Campo Sportivo si incomincia a salire verso l'obiettivo. Proprio nei pressi del Campo Sportivo si devia a destra per prendere uno sterrato che si tiene fino al km 5 quando si è raggiunta quota 1365. A questo punto si può ritornare o continuare in pianura verso la Forcella di Brez che dista 3.5 km e da lì scendere di nuovo a Cloz attraverso Salobbi. L'itinerario così disegnato misura 18 km (10 km di discesa finale).

Santuario di Senale

Dislivello ridotto ma itinerario impegnativo: da Fondo (metri 990) ci si dirige verso Passo Tonale per prendere presto un'interpoderale in porfido. Presto però si riprende in discesa la statale del Tonale (numero 42) fino ad entrare nella provinciale di Castelfondo. In questo paese, al km 4.5, si seguono le direzioni Dovena-Regole fino a giungere a questa seconda località. I chilometri percorsi sono dunque 8 fino a metri 1250.
In località Regole si svolta a destra e si prosegue sempre dritti sulla principale ignorando le deviazioni lungo il percorso. La salita termina in località Urbani, metri 1400 e km 12.5.
Primo obiettivo nella discesa è il Santuario di Senale (km 14) in prossimità del quale si entra nella piazzetta e si gira poi subito a destra. Brevissima salita e di nuovo discesa fino al centro di San Felice (km 17, metri 1290). Si imbocca una sterrata (in paese a destra prima della chiesa) che scende a Tret, alla vecchia ciclabile e poi alla statale che riporta a Fondo (km 26).

Malga Amblar

Da Amblar (metri 980) si sale su sterrato (falegnameria) e si mantiene la stessa strada per vari chilometri fino a Bocca delle Valli, km 7 metri 1470, dove si prosegue a sinistra lungo una forestale che si segue fino a malga Romeno (km 11, metri 1770). Giunti alla malga si prosegue verso il rifugio Oltradige, un eccezionale punto panoramico che si raggiunge al km 12.5 (metri 1775). E' il momento di scendere imboccando, nei pressi di Malga Romeno, la stradina meno evidente (si tratta della seconda stradina da sinistra) che porta a malga Amblar. Mezzo chilometro oltre quest'ultima malga si incontra un incrocio in cui si prende, a gomito, la prima strada a sinistra che sale leggermente fino a malga Don (km 17.8, metri 1670). Si passa per malga Sanzeno e si prosegue in discesa fino al paese Don da dove in scioltezza ci si riporta ad Amblar (km 24.5).

Passo Forcola

Lunga salita sterrata che porta da Cles ai 2100 metri del Passo Forcola, spartiacque tra Val di Sole e Valle di Non. Il dislivello è di 1500 metri, che si colmano in venti chilometri.
Dal paese, in particolare dalla Piazza Granda, si sale verso località Bersaglio e poi, su sterrato, sale su lunghe diagonali fino a località Verdè, 12 km da Cles ed a metri 1237.
Da quì la pendenza si fa ancora più dura: i novecento metri di dislivello infatti sono superati con soli otto chilometri di strada di cui, peraltro, i primi sono in saliscendi. Solo dopo la località Passo Fraine la strada si impenna in modo deciso. Durante questa ascesa si attraversano il laghetto Durigal, di origine carsica, ed il rifugio Peller. Salendo sempre più vicini alla meta, i panorami si ampliano fino a dominare la Valle di Tovel ed a scorgere le vette delle cime innevate dell'Austria. Incantati dal panorama si arriva dunque al Passo della Forcola, km 20, metri 2100 di altitudine.

Monte Macaion

Millecento metri di dislivello per arrivare da Fondo alla sommità di Monte Macaion, un terrazzo sulla Valle dell'Adige. Si prende verso Passo Palade ma ben presto si gira a sinistra per imboccare la pista ciclabile che si segue per tre chilometri: al km 4.5 si taglia una strada comunale che si prende verso sinistra.
Si giunge dunque a Tret dove ci si dirige verso Cascata. Questa direzione si abbandona poco dopo, circa trenta metri, per continuare sulla sterrata: incomincia una salita lungo la quale, ignorando le deviazioni, si giunge in provincia di Bolzano. Incrociata una strada asfaltata la si imbocca verso sinistra fino a San Felice e lì si prende per Merano, sulla statale. La statale anche stavolta si segue per poco andando sulla comunale 78. Si passa per un parcheggio e si continua lungo la forestale in salita: si arriva al km 12.5 alla malga San Felice (metri 1620) ed appena dopo, 100 metri di sentiero, ad un ristorante. Si aggira il lago e dopo un chilometro si gira a sinistra dopo una stanga per prendere il sentiero 511 per Malga Fondo: qui c'è una discesa che si percorre sempre sulla principale. Al km 16 si ricomincia a salire fino al km 22 quando si scollina: è monte Macaion. Si torna indietro fino al primo bivio quando si prende il 513 che scende dritto a Fondo (km 32).

Passo Fresna

Si sale da Rumo su strada bianca sino al Passo Fresna, metri 1462, passando per la frazione Lanza ed il Maso Stasal pedalando su una verde vallata. Dal passo si scende verso Proves (km 5), enclave di lingua tedesca in Val di Non, da cui in discesa si torna al punto di partenza con cinque chilometri di strada asfaltata.

Malga Bredolona

Da Cis (749 metri) si sale a Bresimo (1055 metri) per un totale di duecentosettanta metri di dislivello. Da Bresimo sempre su asfalto si giunge a Malga Bredolona Bassa (1800 metri) e Malga Preghena di Sotto, costeggiando il torrente Barnes. In totale tredici chilometri poco tortuosi ed abbastanza impegnativi.
La mountain bike è necessaria per salire oltre sino alla Malga Bredolona Alta, metri 2100, collocata ai piedi di cime che sfiorano i 3000 metri come la Punta di Quaira o la Cima Tuatti.

Verso le due “Enclave” tedesche

Da Cagnò (675 metri) si sale a Revo (metri 725) dove si devia sino a Lauregno, dove due muri mettono a dura prova gambe e fiato. Questa strada è asfaltata e corre tra boschi di larici ed abeti e porta, in km 5 di salita, al bivio per Tregiovo dove si gira verso Lauregno, enclave tedesca a 1.148 metri di altitudine.
Da Lauregno si sale ulteriormente alla seconda enclave tedesca, Proves: prima pendenze costanti e non ardue, poi uno strappo molto severo. Da Proves si scende su provinciale sino a Rumo (km 5 di discesa) e poi, attraverso Livo, di nuovo a Cagnò (da Rumo altri cinque chilometri).

Malga Cloz – Malga di Revò

La partenza dell'itinerario, lungo solo sei chilometri con un dislivello di trecento metri, è dai masi di Proveis (Matzlaun), a 1450 metri. La località è facilmente raggiungibile da Revò e Rumo.
Si seguono inizialmente le indicazioni per la malga Cloz, una stradina su fondo sconnesso che talora costringe a scendere dalla sella.
Dopo poco si oltrepassa un cancello e si esce dal bosco per trovarsi su un pascolo d'alta quota: si tiene bene sulla dorsale di destra per raggiungere in breve la malga di Cloz, a 1732 metri di quota (km 2.1).
La veloce discesa inizia con un tratto pianeggiante di circa ottocento metri: in direzione ovest si incontra la malga di Revò dove si prende il sentiero n.11 che si trasforma presto in una mulattiera.
Dopo circa un chilometro dalla malga di Revò si guada un torrentello che porta sull'altro versante della valle, si continua a scendere fino ad immettersi sulla strada asfaltata che riporta ai masi di Proveis.

Alle malghe Bordolona e Preghena

Ventitrè chilometri con milleduecentocinquanta metri di dislivello in salita per questo itinerario circolare con partenza ed arrivo a Bresimo (metri 1056).
Si prende subito dal paese in direzione della malga Bordolona Bassa che si raggiunge dopo circa nove chilometri (metri 1806). Quattrocento metri dopo si incontra un bivio: si prende a destra ed in poco meno di tre chilometri si perviene alla malga Bordolona alta (metri 2084).
E' il momento di una prima discesa: si torna al bivio precedente dove si sceglie l'altra strada. In meno di due chilometri, agevoli, si arriva alla malga Preghena bassa (metri 1925).
Da qui si prende subito a destra fino a malga Preghena alta: 2084 metri di quota raggiunti su pendenze di vario impegno. Si ridiscende sino a malga Preghena bassa e si gira a destra in direzione sud per scendere e rientrare dopo circa sei chilometri al punto di partenza.

Malga Brez

Il punto di partenza è fissato a quota 950: da Revò o Rumo attraverso la località Frari si prosegue sino al bivio per Lauregno (a dx) dove si parcheggia l'auto. L'itinerario misura venticinque chilometri con un dislivello totale di ottocentocinquanta metri. Dal bivio si prende la strada provinciale asfaltata per il paese di Lauregno, si oltrepassa il paese e si sale sino al passo di Brez (quota 1397, km 5.5).
In prossimità del passo si prende la stradina bianca di sinistra in direzione Nord. Dopo alcuni metri si trova il cartello di divieto (verificare che le norme consentano ancora la percorrenza in mtb).
Si prosegue su strada con fondo ottimo ed a tratti piana sino ad incrociare un bivio (km 7.3): una strada scende a sinistra, un'altra sale a destra.
Si prende quella centrale in leggera salita: al km 8.5 si arriva in una zona pianeggiante con un pascolo recintato ed alcune baite, una zona chiamata "gran palu".
Si continua in salita prendendo a destra in direzione nord, tenendo sempre la strada principale che presenta sempre un ottimo fondo sino a raggiungere dopo circa 12.5 km la malga di Brez (1845 metri).
Dalla malga si prosegue per il sentiero 114, dopo poco si giunge ad un pascolo con una croce in legno. Di qui ci si dirige in direzione Nord-Ovest attraversando il pascolo verso il bosco: ricompaiono le indicazioni bianco-rosse del sentiero 114. Il sentiero, sconnesso ma praticabile, lo si percorre senza possibilità di errore fino alla malga di Lauregno (metri 1780). Dalla malga si scende per la strada ben tenuta che conduce ad un cancello che delimita il pascolo.
Dopo poco in discesa si giunge ad un ampio bivio con panche in legno: tre le possibilità di discesa.
a - la strada di destra verso la provinciale della val d'Ultimo;
b - la strada centrale, che scende a Siniblana e poi sulla provinciale citata;
c - la strada di sinistra che con un percorso facile e panoramico porta al passo di Brez.

Nel cuore delle selvagge Maddalene alla malga Cloz

Tempo di percorrenza: ore 3.30
Difficoltà: itinerario medio
Lunghezza totale: km 30
Dislivello totale: 970 m
Note: Fra cime e boschi selvaggi, la salita ad una malga che è pittoresco punto di ristoro dove è possibile acquistare dell’ottimo burro fresco.
Le Maddalene, nome evangelico per una bellissima catena di montagne e cime selvagge che chiude a nord la Valle di Non ai confini con l’Alto Adige. L’itinerario permette di cogliere ed apprezzare le caratteristiche ambientali di questo massiccio con aspetti tipicamente alpestri ed incontaminati all’insegna dei grandi spazi. Solo un paio di rifugi e qualche malga offrono punto d’appoggio nell’intero gruppo che forse anche per questo motivo è poco frequentato. L’itinerario prende il via da Castelfondo imboccando la strada sterrata lungo la valle del Rio Rabiola: si raggiunge il ristoro La Regola e all’attiguo bivio si prosegue in salita fino alla località Cros del Barba prima di entrare nella valle del Rio Novella. Più avanti, si affrontano altri tratti in salita attraverso i boschi fino a sbucare all’aperto attraverso grandi praterie alpine che precedono l’ultimo tratto della salita.
Si attraversa l’Alpe di Sous raggiungendo la sella del Passo Castrin per proseguire quindi verso la malga omonima tagliando il versante della Val d’Ultimo: dal valico occorre seguire l’indicazione per Proves, prima su mulattiera poi per un un erto viottolo che si infila nel bosco fino a raggiungere una strada forestale che sale alla Malga di Cloz (servizio di ristoro). Se ne trovate di fresco, non scordate di acquistare un “panetto” di burro dall’incredibile sapore e gusto. Per il rientro si ritorna sulla stessa forestale puntando quindi verso i masi di Proves che si evitano seguendo un segnavia Avs (il n. 28) che porta a scendere lungo i versanti di Monte Ori verso altri gruppi di case alla periferia di Lauregno: ultimo spostamento per raggiungere la Forcella di Brez prima della discesa per la strada provinciale toccando la frazione Salobbi fino a Castelfondo.

Partenza e arrivo a Tuenno un giro attorno al monte Peller

Tempo di percorrenza: ore 4.30
Difficoltà: itinerario medio, con severo dislivello
Lunghezza totale: km 40
Dislivello totale: 1600 m
Note: In questi stessi luoghi, dal Peller e dalla Val Nana, si origina uno fra i più interessanti percorsi di trekking, la traversata di qui al Passo del Grostè nel cuore delle Dolomiti di Brenta per il bellissimo Sentiero delle Palete.
Il Monte Peller, l’elevazione più settentrionale delle Dolomiti di Brenta, è situato a cavallo tra la Val di Non e la Valle di Sole ed è raggiungibile da entrambi i versanti; il nostro itinerario prende le mosse dall’abitato di Tuenno, 1 km circa fuori dell’abitato lungo la strada per Cles, all’indicazione in legno Malghetto di Tassullo. La stradina sale fra i frutteti fino alla frazione Mechel di Cles, e uscendo dall’abitato, si deve seguire fino ad un evidente capitello e poi in direzione della Malga Boiara Bassa, sbucando poi sulla larga strada sterrata che sale da Cles. Si pedala ora fino a Verdè e successivamente si trascurano i bivi Fraine e del rifugio Peller (eventuale punto di ristoro).
Una ulteriore salita, sempre su comoda strada ma con un ripido strappo, ci porta alla spianata dove è situata Malga Tassulla, all’inizio della Val Nana. Dall’alpeggio in pochi minuti si raggiunge il Passo della Forcola, il punto più alto dell’itinerario, e valicatolo si scende dal versante opposto in direzione d’una piccola baita isolata; poi seguendo le indicazioni per la Malga Clesera dalla quale si ritorna sull’ampia strada forestale (usata per il pascolo ed il trasporto legname) che potrerà in vista del Rifugio Peller ed a Passo Fraine. L’ultimo tratto di discesa va affrontato con attenzione per alcune rampe prima di concludere a Tuenno.

Valle di Non in bici - Predaia

Un itinerario idilliaco per gli amanti della natura e della buona cucina, grazie ai molti rifugi e malghe.
Zona: Località Predaia
Partenza: Parcheggio poco prima del rifugio "7 Larici"
Lunghezza: 19,30 km
Dislivello: 619 m
Quota massima: 1624 m
Tempo di percorrenza: ore 1.30 - 2.30
Dal parcheggio prima di Baita "7 Larici" prendiamo l'asfaltata per il Rifugio Predaia; al rifugio "Sores" girare a sx attraversando il parcheggio e poi seguire la strada per Predaia, sempre dritti in salita, seguendo le indicazioni per il Rifugio Predaia; da qui continuare dritti per Malga Rodeza.
Svoltare a sx seguendo la segnaletica Malghe Coredo; sbucati sulla strada principale, seguirla a sx in salita, proseguire sempre dritti e, giunti alla Malga "Coredo Vecia", scendere nella valle su sterrato impegnativo in direzione "7 Larici". Giunti al crocicchio con fontana avanzare dritti e poi continuare per la strada asfaltata a lato del Rifugio fino al parcheggio di partenza.







Passione per la montagna




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