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Affilatura lamine

Le lamine presentano 2 lati di affilatura con angolazioni diverse:

In base a queste angolature la lamina assume un profilo con un angolo più o meno acuto.
Per l’affilatura delle lamine esiste una macchina apposta che va passata dalla punta alla coda, le migliori sono quelle che permettono di regolare l’angolo di affilatura. Esiste anche una lima per lamine o tiralamine, ma bisogna avere la mano esperta. Quest’ultima, regolata a 90° di norma o meno se si preferisce, si passa 3 o 4 volte in direzione punta-coda sul sotto delle lamine. Per evitare di rovinare la soletta si può applicare del nastro adesivo.
Eseguire la stessa operazione con la pietra; poi, sempre col tiralamine, si ripete la stessa operazione sul bordo esterno della lamina nello stesso modo, senza fermarsi a metà e usando l’attrezzo nel senso indicato dalla freccia. Bisogna cercare di mantenere la stessa pressione per tutta la lunghezza, finché (in genere dopo 4 o 5 passate) si passa con un dito per controllare che l'affilatura sia omogenea. Dopo un altro paio di passaggi con la pietra, si toglie un po’ di filo alla lamina in punta e in coda con la gomma abrasiva, questo passaggio serve a randere la tavola progressiva. Appoggiare la gomma sullo spigolo, e procedendo dalla punta e dalla coda verso il centro, alleggerire progressivamente la pressione, fino ad arrivare a pressione nulla. In genere, la massima pressione si mette in punta e in coda, già dopo 15 cm verso il centro, bisogna avere quasi totalmente sollevato la gomma dallo spigolo.
E’ importante anche dopo ogni passata con la lima di pulire la soletta evitando così il rischio di rovinarla con le scorie di ferro che vi si potrebbero depositare.







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